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LA MAGIA

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La magia


Il fenomeno della magia
si presenta come notevolmente diversificato e complesso: si va da forme generiche di superstizione a pratiche magiche di diverso livello, dalla divinazione allo spiritismo fino a gruppi e sette sataniche che organizzano riunioni e messe nere. La sua attuale espansione costituisce un segnale allarmante per il nostro stesso tempo.

Come ha giustamente osservato J.Ratzinger: «La cultura atea dell’Occidente moderno vive ancora grazie alla libertà dalla paura dei demoni portata dal cristianesimo. Ma se questa luce redentrice del Cristo dovesse spegnersi, pur con tutta la sua sapienza e con tutta la sua tecnologia, il mondo ricadrebbe nel terrore e nella disperazione. Ci sono già segni di questo ritorno di forze oscure, mentre crescono nel mondo secolarizzato i culti satanici».

I sociologi – primo fra tutti in Italia Massimo Introvigne – hanno messo in luce un riscoperto interesse delle masse nei confronti del mondo della magia, a partire dai numerosi studi che, dagli anni 70, hanno dovuto compiere sui nuovi movimenti religiosi. Inventariando questi movimenti, hanno finito per scoprirne alcuni a cui la semplice etichetta di «movimento religioso» si applicava con molta difficoltà. L’esperienza che questi gruppi proponevano ai loro seguaci non era infatti propriamente religiosa, ma – piuttosto – magica.

C’è un fatto sorprendente, anche se non tutti sembrano esserne pienamente consapevoli, emerso dagli studi effettuati: l’epoca della magia nella storia dell’Occidente non è il Medioevo e neppure il Rinascimento (dove pure gli interessi magici erano molteplici), è il nostro secolo!

A partire dalla grande rinascita dell’occultismo e dell’esoterismo che si è manifestata contemporaneamente in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti negli ultimi decenni dell’Ottocento dando vita ad un vertiginoso crescendo giunto fino ai giorni nostri.
La magia è drammaticamente entrata a far parte della nostra società.

Questo dato è piuttosto evidente, basta accendere la tv o sfogliare le pagine di una qualsiasi rivista per imbattersi in cartomanti, astrologi, indovini ed oroscopi.

Tuttavia questo preoccupante aspetto non è che la corteccia di un ben più radicato problema che riguarda un numero elevatissimo di persone nel mondo e che nasconde, come vedremo, grandi insidie.


Che cos'è la magia?


di Andrea Menegotto tratto da Relazione presentata al Convegno «Il ritorno della magia», organizzato da «Una voce grida…!» - Regione Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone» a Barza d’Ispra (Varese) il 19 marzo 2000

A. Il termine magia deriva dal greco «magheia», che significa scienza, saggezza; i magi erano gli antichi sacerdoti persiani.

Anche il Nuovo Testamento parla di maghi e magia:

i Magi che secondo il racconto di Matteo (cfr. Mt 2,1-12), si recano alla ricerca del Bambino Gesù guidati dalla stella, non sono però maghi nell’accezione moderna del termine, ma piuttosto scienziati o sapienti.

Negli Atti degli Apostoli (cfr. At 8,9-24), si trova l’episodio di Simon Mago che, come molti altri, aderisce alla predicazione degli Apostoli e si fa battezzare. Meravigliato per i prodigi da loro compiuti, offre del denaro per ottenere quel potere, ma Pietro risponde: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato di acquistare con denaro il dono di Dio» (At 8,20).

Da questo episodio deriva il termine «simonia» riferito al commercio di cose sacre.

Dal fatto che la magia si trova in tutti i popoli, qualcuno sostiene che essa sia la madre della religione. Ma cristiani ed ebrei, come mostra anche la Bibbia, tracciano una netta distinzione.

B. Per definire la magia il classico Golden Bough («Ramo d’oro», 1890) di James Frazer (1854 -1941) riprendeva l’idea comtiana dì un’evoluzione del­l’umanità in tre stadi: la magia, la religione e la scienza.

L’uomo primitivo – secondo Frazer – aveva il desiderio, di per sé non illogico né irrazionale, di controllare per quanto possibile la natura. L’unico modo ragionevole di persegui­re questo obiettivo consisteva nel cercare di comprendere le leggi naturali. Giacché – secondo Frazer – le capacità di ragionamento dei primitivi erano limitate, essi riuscirono a identificare soltanto due leggi, peraltro confuse e, nelle loro applicazioni letterali, anche sbagliate: la legge della somiglianza («il simile produce il simile») e la legge del contatto («ogni effetto deriva dal contatto, visibile o invisi­bile, di una forza applicata da un agente»).

Il tentativo di applicare queste presunte leggi non poteva produrre che magia, nei due tipi fondamentali della magia cosiddetta «imitativa» (mimetica od omeopatica) e della magia «contagiosa».

Quando i primiti­vi, racconta Frazer, si resero conto che la magia non fun­zionava, passarono alla religione.

Cominciarono, cioè, a ritenere che i fenomeni naturali fossero controllati da spiriti o divinità che non potevano essere manipolati ma soltanto supplicati o pregati.

Ma a poco a poco – conclude Frazer –accanto alla religione co­minciò a svilupparsi la scienza, che scoprì una dopo l’altra le «vere» leggi della natura. L’influenza delle idee di Frazer è stata immensa, e probabil­mente non è ancora terminata.

Nell’Europa latina idee lar­gamente ispirate a Frazer si diffusero grazie alle teorie di Lucien Lévi-Bruhl (1857-1939) sul pensiero dei primitivi, che a loro volta influenzarono le teorie di Jean Piaget (1896-1980), secondo cui il pensiero magico si manifesta nei primi anni di vita del bambino e sparisce gradatamente (salvo casi patologici) nel passaggio dall’infanzia all’adole­scenza. Una delle critiche più di­struttive delle idee di Frazer è stata formulata dal filosofo Ludwig Wittgenstein (1889-1951) nel quadro della sua più generale riflessione sui limiti del positivismo. L’interpretazione che il Frazer diede della magia intendendola come una «falsa scienza» è ben contestabile, in quanto essa non si risolve nei due principi ricordati da Frazer (simpateticità e contagio), ma prevede un sistema più complesso di circostanze, riti, credenze.

Inoltre, è difficile tracciare una linea netta fra magia e religione, nella storia si notano vari casi in cui le manifestazioni religiose si intrecciano con manifestazioni magiche. Nota in questa prospettiva lo storico delle religioni italiano Ugo Bianchi[1] che se la religione si risolve in una Weltanschauung – in una visione del mondo – e quindi non ha bisogno di riferirsi ad altro, la magia attinge dalla religione idee e concetti, se non altro per sottometterli al proprio trattamento. In ogni caso, oggi la posizione di Frazer non ha forse neppure bisogno di un’analisi dei difetti della sua lo­gica.

Per il positivista Frazer solo il fatto era divino; e il «fatto», oggi, è che la magia non è affatto sparita con i pro­gressi della scienza, ma – come abbiamo visto – non è mai stata così socialmente presente come nel mondo contemporaneo.

C. Secondo i due sociologi americani Rodney Stark e Williams Sims Bainbridge[2] la dif­ferenza principale tra religione e magia consiste nel fatto che di fron­te ai problemi degli uomini – la religione offre «compensatori genera­li» (una visione del mondo in cui le domande che inquietano l’uomo tro­vano una risposta globale), mentre la magia propone piuttosto «com­pensatori specifici» (che vorrebbero risolvere i problemi uno per uno).

Da questo punto di vista il mestiere del mago è infinitamente più peri­coloso di quello del leader religioso. In primo luogo, chi propone sol­tanto «compensatori specifici» entra nel gioco della domanda e dell’of­ferta:

se offre la guarigione da determinate malattie, non riuscirà a rag­giungere chi non ne è colpito;

se offre incantesimi e formule per ricon­quistare la persona amata non interesserà chi vive una esperienza af­fettiva felice, e così via.

Il mago si espone quindi im­mediatamente alla prova empirica delle sue affermazioni. Se ha pro­messo la guarigione, l’amore o il successo, potrà rimandare la verifi­ca, ma ben presto il suo seguace gli chiederà conto dei risultati.

Da que­sto punto di vista il leader religioso che promette vantaggi nell’aldilà o su un piano puramente spirituale, che si sottrae alla verifica empiri­ca, dovrebbe vivere una vita più tranquilla.

Dunque, non solo i maghi tendono a perdere seguaci e a formare più spesso client cults che cult movements, ma an­che i loro movimenti sono effimeri e in genere crollano dopo anni di smentite empiriche alle loro promesse e di incapacità di stabilire rela­zioni di interscambio globali e costanti con i seguaci.

D. Se si vuole adeguatamente comprendere cos’è la magia occorre porsi sulla scia del celebre fenomenologo delle religioni rumeno Mircea Eliade (1907-1986), si può distinguere la magia dalla religione in quanto l’esperienza magica più che un’esperienza del Divino o del sacro (ierofania) è un’esperienza del potere (cratofania), dove l’uomo manipola il sacro e lo mette al proprio servizio.

La religione cerca l’esperienza del sacro per se stessa e ha come termine di riferimento, almeno tendenziale, Dio o l’Assoluto.

La magia tende invece a ricercare il contatto con forze «occulte», considerate superiori al singolo uomo, ma possono essere manipolate e controllate accrescendo la potenza del mago e dei suoi seguaci.

Lo scopo per cui si vogliono acquisire i poteri magici può essere materiale (acquisizione della ricchezza o del dominio sulla altre persone) o nobili (miglioramento di se stessi e dell’umanità).

Per raggiungere tali fini si mobiliteranno soprattutto una serie di divinità «intermedie» – spiriti, angeli, demoni, fluidi, energie, potenze – mentre, almeno in Occidente, l’influenza della corrente anti-magica che percorre il giudaismo e il cristianesimo renderà meno credibile la pretesa di «catturare» Dio stesso per porlo al servizio dei propri progetti magici.

E. Il contesto della magia è dunque caratterizzato da una pretesa di appropriarsi e possedere con la volontà ciò che nell’esperienza religiosa può essere concepito solo come dono.

Quindi, la magia parte dal presupposto di voler dominare le forze occulte attribuendosi un potere sovrumano e cercando di affermare il proprio desiderio di potenza sulla natura, il presente, il futuro, il prossimo, gli oggetti, gli eventi della storia e lo stesso mondo ultraterreno;

in sostanza non è altro che il tentare di impadronirsi del potere stesso di Dio e di tutti i Suoi requisiti e cioè la vera e propria pretesa di sostituirsi a Dio.

La Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana (CET) A proposito di magia e di demonologia (1994) afferma:

«La religione dice riferimento diretto a Dio e alla sua azione, tanto che non può esistere esperienza religiosa senza tale riferimento;

la magia implica una visione del mondo che crede all’esistenza di forze occulte che influiscono sulla vita dell’uomo e sulle quali l’operatore ( o il fruitore ) di magia pensa di poter esercitare un controllo mediante pratiche rituali capaci di produrre automaticamente degli effetti;

il ricorso alla divinità quando c’èè meramente funzionale, subordinato a queste forze e agli effetti voluti»[3].


(Segue)


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1/27/2009 11:24 PM
 
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Quante sono le magie?

Classificazione dei vari tipi di magia secondo la Nota Pastorale della Conferenza Episcopale Toscana
 

di Andrea Menegotto tratto da Relazione presentata al Convegno «Il ritorno della magia», organizzato da «Una voce grida…!» - Regione Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone» a Barza d’Ispra (Varese) il 19 marzo 2000

Secondo il medesimo Documento del Magistero si possono individuare in particolare tre diverse forme di magia:
 

a. «magia imitativa», secondo cui il simile produce il simile, ad esempio: il
trafiggere gli occhi di un pupazzo accecherà la persona da esso rappresentata;


b.
«magia contagiosa», si basa sul principio del contatto fisico: per influire su una persona, il mago ha bisogno di qualcosa che le appartiene (peli, capelli, unghie, vestiti);
 

c. «magia incantatrice», che attribuisce un potere particolare a formule e azioni simboliche.
 

Inoltre, tradizionalmente si è soliti distinguere la magia in due grossi filoni:
 

1. «magia bianca», riguarda due campi diversi, il primo si riferisce a effetti strabilianti ottenuti con metodi naturali, come giochi di prestigio, illusionismo....

La Nota della CET ricorda che se i mezzi usati sono leciti e il fine è solo di stupire, non c’è nulla di male.

Diversa valutazione per un secondo settore, dove i fini da raggiungere sono buoni (soluzione dei problemi economici, d’amore, malattie), ma perseguiti con mezzi discutibili che portano al mondo della superstizione e della truffa (talismani, filtri, amuleti....).
 

2. «magia nera», ricorre a evocazioni di forze demoniache, sotto i cui influssi pensa di operare.
E’ indirizzata a scopi malefici: procurare malattie, disgrazie, morte, oppure pretende di piegare gli eventi a proprio vantaggio per conseguire onori e ricchezze.

Il fine ultimo di questa forma di magia è quello di trasformare gli adepti in «servi di Satana».
Rientrano in questo ambito i riti a sfondo satanico culminanti nelle «messe nere».


La distinzione, peraltro, non è priva di ambiguità: per molti maghi la loro magia è sempre «bianca» e quella dei concorrenti sempre «nera»...
 

In molte zone d’Italia, è diffusa l’idea della «fattura», eseguita a danno di qualcuno.
Essa viene intesa generalmente come una maledizione in grado di arrecare del male a coloro contro cui è rivolta.
In questo atto non si pensa necessariamente ad un’azione di tipo demoniaco.

Nonostante la forte ingenuità che la contraddistingue, è comunque da ritenersi inaccettabile dal punto di vista cristiano.


Ben più grave è il "maleficio", che ha l’intenzione di consegnare oggetti, animali, ma soprattutto persone, al potere o comunque all’influsso del demonio.

Esso assume le forme della «magia nera» ed è – ce lo ricorda ancora la Nota della CET – gravemente peccaminoso a causa dell’intenzione malvagia che lo origina e quindi al di là dei reali effetti.

Per ciò che concerne la fattura e il maleficio, occorre nella valutazione un estremo equilibrio, non attribuendo sistematica­mente o in maniera superstiziosa tutti i mali che possono capitare nella vita all’intenzione malvagia di qualcuno.

Non si può comunque escludere in pratiche di questo genere qualche partecipazione demoniaca al gesto malefico; giova comunque ricordare che gli studi di vari specialisti, nonché vari Documenti del Magistero invitano alla prudenza
per non cadere in facili e ingenue «demonizzazioni»


Classificazione dei vari tipi di magia secondo i diversi livelli di poteri magici


di Andrea Menegotto tratto da Relazione presentata al Convegno «Il ritorno della magia», organizzato da «Una voce grida…!» - Regione Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone» a Barza d’Ispra (Varese) il 19 marzo 2000


E’ però possibile introdurre un’altra tipologia del fenomeno magico
.

Essendo la magia l’esperienza del potere, si possono distinguere quattro tipi di magia riferentisi a quattro diversi livelli di poteri magici.

Il livello di potere superiore, in genere, pretende di offrire i requisiti tipici del livello precedente, anche se tenderà a considerarli inferiori e meno significativi.
 

1. La magia pratica promette poteri da utilizzare nella vita di tutti i giorni per conseguire risultati concreti: il successo, la felicità, la salute.

Quasi onnipresenti sono i riti di guarigione, anche se nella magia recente l’accento si sposta dal benessere fisico a quello psicologico e al miglioramento delle relazioni interpersonali.

È noto così l’uso da parte di Heinrich Himmler di maghi per favorire le armate del Terzo Reich, come la mobilitazione in Inghilterra dei maghi cerimoniali per fronteggiare l’assalto degli occultisti tedeschi.
 

2. La magia gnostica rappresenta una glossa al vecchio detto «sapere è potere».
Ritiene che il posses­so di un sapere esoterico sulle origini del mondo, sulla vera natura dell’uomo e dell’universo garantisca di per sé l’accesso a livelli più alti della coscienza.

Un caso tipico è costituito dalla Fraternità di Urantia, per la quale il possesso di un complesso sapere cosmogonico migliora la qualità della vita dell’adepto.
 

3. La magia evocatoria mira a evocare spiriti, angeli, demoni (nel satanismo), spiriti della natura, divinità della mitologia antica, a cui chiedere servigi pratici o conoscenze segrete.

Ma non mancano casi, come Dion Fortune (1890-1964) – fondatrice della Society of the Inner Light – dove l’evocazione viene perseguita per se stessa, essendo già in sé esperienza di potere ma­gico.

4. La magia della vita mira a vincere la morte e ad assicurarsi la certezza dell’immortalità.

Per alcuni si tratta solo di una preparazione spirituale a morire.

Vi sono cioè movimenti come Damanhur che insegnano a morire, e ritengono che si possano programmare le reincarnazioni.

Per altri la preparazione si appoggia anche su elementi materiali, come le tecniche di «alchimia spirituale», che mirano alla costruzione di un «corpo di luce», garanzia d’immortalità già nel corso della vita terrena, mediante l’utilizzo dell’energia sessuale.

In alcuni testi di Aleister Crowley (1875-1947) – ma non tutte le pratiche crowleyane sono di questa natura – si tratta di una sessualità spinta fino al parossismo orgiastico, mentre all’estremo opposto vi è una magia sessuale cristianeggiante che richiede uno sforzo costante per eliminare ogni pensiero impuro.

Così un movimento magico-cristiano come l’Archeosofia consiglia di invocare Cristo o di fissare lo sguardo su un’icona durante l’unione fra un uomo e una donna.
 
L’alchimia del «corpo di luce» comprende due pratiche in cui il seme, fonte della vita, non si disperde fuori del laboratorio alchemico, il corpo maschile, ma vi rimane per costruire il corpo d’immortalità.

La prima prevede la ritenzione del seme; la seconda la sua assimilazione (spermatofagia).

Le varianti sono notevoli: il seme, per esempio, può essere combinato con il sangue mestruale o le secrezioni femminili.

Queste tecniche si trovano in contesti molto diversi, dagli Arcana Arcanorum (tecniche magiche attribuite a Cagliostro) delle massonerie «di frangia» dei riti egiziani alle cerchie più interne del martinismo, del neo­templarismo, della magia cerimoniale.

L’immortalità cercata per alcuni consiste nel sottrarsi al ciclo delle reincarnazioni, per altri nel programmare una buona rein­carnazione.
Infatti la tecnica della ritenzione del seme dovrebbe garantire l’uscita dal ciclo delle reincarnazioni, mentre l’assimilazione dovrebbe preparare la futura reincarnazione.
 
E’ comunque necessario precisare che sarebbe comunque sbagliato ritenere l’alchimia del «corpo di luce» come una forma di esaltazione del libero sesso.
 
Queste tecniche infatti richiedono preparativi così complessi e impegnativi che si rivelano assolutamente inadatti per i semplici libertini; in tal senso ha una sua paradossale verità il detto indiano «nessuno è più casto di un tantrista».

Inoltre, occorre non generalizzare: se alcuni adepti di certi riti para­massonici, o alcuni gruppi martinisti, le seguono, non si deve concludere che tutti i riti massonici o tutti i martinisti adottano le stesse tecniche.



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1/28/2009 7:20 PM
 
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Tipologia dei fenomeni magici


di Andrea Menegotto tratto da Relazione presentata al Convegno «Il ritorno della magia», organizzato da «Una voce grida…!» - Regione Lombardia e dal Centro Cattolico «Il Timone» a Barza d’Ispra (Varese) il 19 marzo 2000

Se ci sforziamo di dare uno sguardo generale al mondo della magia, ci accorgiamo che questo è senza dubbio un qualcosa di complesso, di cui fanno parte diversi ambiti, che – seguendo la classificazione proposta da Massimo Introvigne – possono essere suddivisi in tre distinti piani[4].
 

1. Il primo piano è rappresentato dalla magia popolare (folk magic).
Da un’indagine SWG-Confesercenti (estate 1999) effettuata su un campione di 600 persone, risulta che l’interesse per le pratiche magiche coinvolge il 22% (corrispondente a oltre dieci milioni) degli italiani.

Il giro di affari è notevole: si parla di 832 miliardi spesi per consulti e pratiche magiche, 66 miliardi per testi specializzati, 38 miliardi per riviste e 7 miliardi per filmati su temi magici.

Effettivamente, non occorre fare troppi sforzi per notare che, oggigiorno, il mondo dell’occulto rappresenta una realtà in piena attività e in grande sviluppo.
Basta infatti sfogliare le «Pagine gialle», riviste e giornali o ascoltare alcune emittenti radiofoniche per notare numerose inserzioni di maghi, sensitivi, guaritori, cartomanti, professionisti dell’occulto o esperti di vita interiore.

Inoltre, gli studi televisivi delle emittenti locali formicolano di queste stesse presenze nel corso di lunghe trasmissioni in cui lo spettatore può chiedere una consulenza al «professionista», il quale, però, preferisce generalmente rimandare la «vera» soluzione del problema ad un successivo appuntamento fissato nel proprio studio privato, trasformando così l’ascoltatore in cliente.

Secondo le categorie della sociologia religiosa, la realtà di tutti coloro che si qualificano come «professionisti dell’occulto» – nel nostro Paese sono qualche migliaio – rientra nel contesto che Rodney Stark e William Sims Bainbridge, definiscono «client cults», cioè «culti di clientela».
Altri studiosi parlano in maniera altrettanto adeguata di «magia popolare» (folk magic, l’aggettivo «popolare» è riferito al livello culturale, non a quello socio-economico, talora alto, di praticanti e clienti), costituita da maghi, che dietro compensi che vanno dal modesto all’astronomico, promettono guarigioni, risoluzione di problemi economici e affettivi, lanciano fatture....

Di fronte alla diffusione della magia popolare, che esercita una forte attrattiva in particolare sui ceti urbani emergenti e professionali (diplomati, laureati, dirigenti, tecnici, commercianti, medici), Monsignor Giuseppe Casale (Presidente onorario del Centro Studi sulle Nuove Religioni), nella Lettera Pastorale Nuova religiosità e Nuova Evangelizzazione (6.3.1993), afferma che se nell’opinione di Karl Marx (1818-1883) la religione era intesa come «oppio del popolo», oggi la magia può essere considerata «l’”oppio” di una certa borghesia».

Per essere completi, occorre notare che la folk magic è a sua volta suddivisibile in due sfere distinte: quella della magia popolare delle campagne e quella della magia popolare delle città.
Se quest’ultima ha i tratti sopra descritti, la prima ha invece origini antichissime e non sembra per nulla intaccata dallo sforzo di evangelizzazione che cerca di portare al superamento delle superstizioni.



2. Il secondo piano
è rappresentato dall’esoterismo[5], uno stile di pensiero che accompagna tutta la cultura occidentale a partire dagli Scritti Ermetici fino ai nostri giorni.

Il termine «esoterico» viene riferito ad una dottrina che è da trasmettere segretamente all’interno di una cerchia ristretta, è l’opposto di «essoterico», aggettivo attribuito in genere alle grandi religioni, che non presentano rivelazioni segrete ed hanno invece un carattere pubblico.

Spesso la visione esoterica è anche gnostica, proclama cioè che la salvezza si ottiene attraverso la conoscenza e non come dono.

L’esoterismo ha largamente influenzato la cultura occidentale: la filosofia di Hegel (1770-1831), ma anche la psicanalisi di Freud (1856-1939) e Jung (1875-1961) ne risultano ampiamente debitrici.

La tradizione esoterica continua ad esercitare un notevole fascino su molte persone particolarmente di formazione «laica» ed è stata diffusa da alcune correnti della massoneria e da alcuni opere di autori come il russo George Ivanovitch Gurdjieff (1866 o 1874-1949).

Questi ha esercitato un’influenza particolare sul New Age[6] ed ha riassunto la sua visione del mondo nell’enneagramma[7], un simbolo a nove punte che spesso viene impropriamente presentato come derivante dalla tradizione mistico-musulmana (sufi), tuttavia nessuna dimostrazione o ricerca storica appare convincente in tal senso, in quanto viene puntualmente smentita dagli storici.
 
L’enneagramma, che per Gurdjieff era piuttosto un simbolo generale dell’uomo e del cosmo, è utilizzato come strumento di classificazione dei «tipi psicologici» umani, grazie soprattutto all’Istituto Arica di Oscar Ichazo e alla psicologia di Claudio Naranjo ed è molto popolare anche negli ambienti cattolici americani ed italiani (grazie ad una certa stampa cattolica che lo ha ampiamente diffuso).
 
Questo strumento rischia di influenzare seriamente la vita delle persone che ad esso si affidano per compiere delle scelte: una volta individuati i «tipi», infatti, il metodo psicologico e spirituale dell’enneagramma si occupa delle relazioni fra questi.
Così, chi crede in questa tecnica – che nel suo procedere rivela le sue origini – se è classificato come «tipo uno» cercherà di evitare di sposare una «quattro», solo perché le conclusioni arbitrarie dell’enneagramma preannuncerebbero disastri...

Non mancano le reazioni contro l’utilizzo dell’enneagramma cattolico da parte degli studiosi: queste fanno perno sulla derivazione dello stesso ed insistono quindi sull’impossibilità di conciliare il cattolicesimo con la tradizione esotero-occultista.
Una volta riconosciuta la vera origine dell’enneagramma, però, il discorso non è ancora chiuso: si pone infatti la questione di separare la tecnica – utilizzata per leggere il carattere delle persone – dalla dottrina che, in quanto esoterica, è inconciliabile con il cristianesimo.

Tuttavia, le tecniche tratte dall’ambito esoterico sono influenzate dallo gnosticismo (abbiamo accennato alla componente gnostica dell’esoterismo); sulla difficoltà di conciliare le tecniche orientali ed anche gnostiche con il cristianesimo si sofferma un Documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 ottobre 1989, la Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana.
Credo che le considerazioni svolte a proposito dell’enneagramma possano essere applicate, con opportuni adattamenti, anche ad altri casi in cui, soprattutto grazie all’influsso del New Age, si tenta di inserire elementi derivanti dalla tradizione magica in ambito cattolico.


3
. Esiste, infine, un terzo piano in cui può essere suddiviso il mondo della magia.
Contemporaneamente allo sviluppo dei nuovi movimenti religiosi, assistiamo alla crescita anche di nuovi movimenti magici che si collocano tra la cultura esoterica e la magia popolare.

Il rapporto tra il mondo delle cartomanti e degli indovini e i loro clienti, che li consultano solamente per chiedere incantesimi, guarigioni e «profezie» in cambio di danaro, senza però essere coinvolti attivamente dalle pratiche degli addetti, appartiene ancora al primo piano, quello della magia popolare, e non va confuso con la diversa realtà dei nuovi movimenti magici.

Quindi non è corretto affermare, basandosi unicamente sul numero dei clienti dei maghi a pagamento, che gli italiani aderenti ai movimenti magici sono milioni.

I nuovi movimenti magici interessano attivamente in Italia solo alcune migliaia di persone (lo 0,5% della popolazione, mentre l’1% appartiene a qualche nuovo movimento religioso).

I nuovi movimenti magici[8] si distinguono dalla magia popolare per la struttura sociologica che li caratterizza e che presuppone l’esistenza di una gerarchia, una sede, un codice di comportamento ed un insieme di credenze che accomuna gli adepti.
Questi nuovi movimenti magici possono essere classificati secondo un’ottica sociologica utilizzando lo stesso sistema adottato per i nuovi movimenti religiosi, anche se i primi differiscono da questi ultimi in modo significativo data la differenza sostanziale che esiste fra religione e magia.

Il criterio di classificazione più valido è dunque quello proposto da Massimo Introvigne, per cui anche per i nuovi movimenti magici possiamo delineare quattro fasi significative, che permettono in un certo senso di mettere in luce non solo in una prospettiva sociologica ma anche teologica la realtà dei nuovi movimenti magici.


Se per i nuovi movimenti religiosi nella prima fase si parla di rifiuto della Chiesa, secondo la formula «Cristo sì, Chiesa no», per i nuovi movimenti magici si deve piuttosto vedere una volontà di sostituirsi alla Chiesa mediante l’affermazione «noi siamo la Chiesa».

Fanno parte di questa categoria una varietà di movimenti magici che pretendono di avere origine da iniziazioni risalenti a Mosè, a Salomone e ai Druidi e tramandate dai maestri di generazione in generazione; vantando così un’antichità, peraltro storicamente non documentata, superiore a quella della Chiesa Cattolica.

In questo contesto si collocano anche le cosiddette «massonerie di frangia», che si situano alla periferia della tradizione massonica, ma hanno talvolta contatti con il centro.
Fin dalle origini la massoneria maggioritaria è stata accompagnata da «massonerie di frangia» più interessate all’occulto.
 

Nella seconda fase sono collocati i movimenti magici dello spiritismo.

Essi hanno la pretesa di appropriarsi delle prerogative uniche del Cristo.

Se per i nuovi movimenti religiosi nella seconda fase si nega Cristo, qui invece si afferma: «noi siamo il Cristo, in quanto come lui esercitiamo poteri sugli spiriti, sulle malattie e abbiamo il potere della profezia sugli avvenimenti futuri.


La terza fase riguarda l’occultismo propriamente detto, dove si praticano vere e proprie cerimonie magiche (magia cerimoniale) finalizzate all’ottenimento di una serie articolata di poteri.

Se la formula usata per i nuovi movimenti religiosi in questa fase è «religione sì, Dio no», qui invece vi è la pretesa dell’affermazione «noi siamo Dio».

La dottrina che accomuna i gruppi rientranti in questa fase – che è tenuta per lo più segreta ai molti e viene rivelata solo nei gradi più elevatipresuppone un insieme di credenze di tipo gnostico, secondo cui l’uomo, che ha in sé una «scintilla divina», è caduto da uno stato divino e spirituale in uno stato materiale da cui deve essere liberato e riportato alle condizioni originarie.

Sulla formazione di questi concetti ebbe un’influenza basilare Cagliostro, che contribuì anche a codificare diversi metodi e tecniche magiche atte ad ottenere i «poteri magici».

Cagliostro (1743?-1795), il cui vero nome era con ogni probabilità Giuseppe Balsamo, è una delle grandi figure dell’occultismo nel Settecento[9].
Lasciata l’Inghilterra nel 1777, dove era stato iniziato alla massoneria, soggiornò intorno al 1783 a Napoli e Lione.
 
Legata a queste due città è la fondazione di un rito massonico, l’Alta Massoneria Egiziana.
In seguito percorse l’Europa esercitando le sue doti di guaritore e aprendo logge massoniche in varie città.
Cagliostro è celebre, oltre che per le sue doti magiche, anche per la prigionia (dal 1791) nella Rocca di San Leo; la condanna a morte, conseguenza della denuncia al Sant’Uffizio, per cui finì per testimoniare anche la moglie Lorenza, era infatti stata commutata nella pena del carcere a vita. Sulla prigionia si sviluppano varie leggende, fra cui quella che vorrebbe Cagliostro fuggito negli Stati Uniti d’America dove condurrebbe un’esistenza immortale.
L’impadronirsi del potere stesso di Dio, comandando agli spiriti, demoni e angeli, conseguendo così l’immortalità e appropriandosi di tutti i requisiti di Dio stesso riprende nella sostanza le parole con cui il serpente (tentatore) nel racconto biblico di Genesi 3 si rivolge ai progenitori inducendoli al peccato originale: «...diventereste come Dio» (Gn 3,5).
 

Nella quarta fase, infine, si collocano i movimenti del satanismo, dove confluiscono comunque anche vari elementi di magia cerimoniale, tipici della terza fase.
 
I movimenti satanisti nascono dalla delusione per non aver potuto ottenere, nonostante gli sforzi di cui alla terza fase, le capacità e i poteri di Dio.

Da qui la negazione di Dio e l’adorazione del suo avversario, il diavolo.

(segue) 

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La condanna della magia nella Bibbia e nel Magistero della Chiesa


tratto dalla versione elettronica del volume pubblicato in Quaderni di «Una voce grida...!», n. 4, 2001 di Andrea Menegotto



 

La Bibbia con frequenza prende posizione contro la magia, l’evocazione di spiriti, le varie forme di divinazione (predizione del futuro a partire dai segni della natura o in rapporto a presagi e sorti di diverso genere) e di superstizione e cioè contro tutto ciò che rende al demonio un culto diretto o indiretto .

La lettura dell’occultismo fornita dalla Bibbia è la base su cui si regge il giudizio della Chiesa cattolica in proposito.
 
Essa,
già a partire dalla Didachè , si è sempre espressa giudicando in maniera assolutamente negativa le pratiche magiche.
Abbiamo già considerato la valutazione data dalla Nota pastorale della Conferenza Episcopale Toscana (1994) ad alcune forme di magia.
 

I giudizi che la Chiesa ha espresso durante i secoli sono oggi ben rias-sunti al n. 2117 del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992):

«Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religio-ne. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni.
Anche portare gli amuleti è biasimevole.
Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatori
divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli.
Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento delle credulità altrui
».
 

La citazione del Catechismo ci suggerisce due rilievi aggiuntivi, che di seguito andiamo a sviluppare.


Innanzitutto, occorre notare che in essa si fa cenno anche allo spiritismo, che è – come abbiamo messo in luce –, data l’impostazione e le modalità che lo caratterizzano, a tutti gli effetti una pratica magica.

Accanto alle organizzazioni spiritiche (a cui si è accennato) è diffusa – anche in Italia –, soprattutto negli ambienti giovanili, la pratica delle «sedute spiritiche» intese come «gioco» o praticate con l’intenzione di voler cogliere qualche rivelazione particolare per il futuro anche da persone che non appartengono a società spiritiche.

Tali pratiche
sono classificabili nell’ambito delle nuove credenze, in quanto non rientrano nel quadro dei movimenti perché prive delle caratteristiche sociologiche (organizzazione, struttura, gerarchia) che qualificano questi ultimi.

A proposito della pratica delle sedute spiritiche, Monsignor Giuseppe Casale afferma:
«Anche in questo caso non si tratta di fenomeni su cui si può semplicemente sorridere o che possono essere trattati come mere curiosità.
Occorre convincersi che la vita cristiana costituisce un tutto organico, e che un cedimento su questi punti porta con sé, presto o tardi, un cedimento generale
» .


La Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, nella Nota pastorale La Chiesa e l’aldilà (2000), rilevando che

«[…] soprattutto in questi nostri giorni, si vanno moltiplicando comportamenti e movimenti di pensiero, che prospettano la possibilità di un contatto con i propri defunti e che trovano accoglienza anche fra i cristiani» ,

mette in guardia i fedeli soprattutto da

«[…] una forma di evocazione degli spiriti ritenuta più compatibile con la religione, meno polemica con la Chiesa stessa, anzi più alla ricerca di dialogo e di consenso da parte della gerarchia ecclesiastica.

A conferma della presunta ortodossia viene portato il fatto che ai movimenti aderiscono e vi operano, oltre laici e laiche di chiara estrazione cristiana, religiosi e sacerdoti, tra i quali alcuni notissimi per l’attività che svolgono all’interno della comunità cristiana.

In alcuni di questi incontri è stata celebrata anche la messa
.

Ma non basta a garantire la legittimità di queste iniziative la presenza dì sacerdoti, i quali sempre sono tenuti a chiedere al vescovo l’autorizzazione, che non si vede del resto come sia possibile concedere
» .


La Nota in questione ha peraltro il pregio di suggerire proposte pastorali concrete e attuabili quali la valorizzazione nella pastorale ordinaria del «senso cristiano della morte» e l’istituzione nelle comunità cristiane di un «ministero della consolazione»al fine di porre soluzione al problema dell’adesione dei cattolici ad ambienti in cui si pratica lo spiritismo.


Il secondo rilievo ci è suggerito dalle ultime righe del n. 2117 del Catechismo della Chiesa cattolica, laddove si accenna all’ambito delle «pratiche mediche dette tradizionali».

Spesso le varie pratiche terapeutiche alternative – dette più semplicemente «medicine alternative»sono caratterizzate o traggono origine da teorie che gettano le radici in visioni del mondo di derivazione orientale o nella teoria del «magnetismo animale», del «fluido» o «energia universale» elaborata dal medico svevo Franz Anton Mesmer (1734-1815) , a proposito del quale Massimo Introvigne scrive:

«....Mesmer, come oggi si riconosce, ha inventato […] l’ipnosi prima di Braid, [...] l’attenzione all’inconscio prima di Freud. Non stupisce pertanto che abbia inventato anche lo spiritismo prima delle sorelle Fox» .


Questa teoria si colloca pertanto in un contesto spiritico e veicola un’impostazione e una procedura di tipo magico che influenza le pratiche terapeutiche alternative che ad essa si ispirano .


Infine, cercando di dare una valutazione globale del vasto e articolato mondo magico, non si può dimenticare il fatto che la magia e le altre pratiche occulte nel loro complesso rappresentano – secondo la dottrina e la pastorale della Chiesa cattolica – un grave pericolo per la psiche e per lo spirito: l’esperienza di molti esorcisti, che trova conferme da parte di vari studiosi, porta a ritenere l’occultismo una buona «porta d’entrata» per possibili problemi di ossessione, vessazione o possessione diabolica.

A tal proposito Monsignor Giuseppe Casale scrive:

«E’ possibile che la pratica incauta della magia o dell’occultismo apra la strada alla possessione diabolica, ma questa colpisce anche persone che si tengono ben lontane dall’occulto e che non “desiderano” affatto incontrare il preternaturale.
La Chiesa insegna l’esistenza del Demonio, la possibilità della possessione diabolica e l’utilità della funzione degli esorcisti […]
D’altro canto, gli esorcisti esperti sanno bene che la vera possessione diabolica è un fenomeno molto raro, e che prima di attribuire certi fenomeni al Diavolo occorre esplorare la possibilità di spiegazioni naturali e psicologiche
» .


(segue)

[Edited by Anam_cara 1/28/2009 8:08 PM]
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Che cosa dice la Parola di Dio?

La menzogna:

“Non è vero che morirete - disse il serpente - anzi Dio sa bene che se ne mangerete, i vostri occhi si apriranno, diventerete come Lui: avrete la conoscenza di tutto”. (Genesi 3,4-5)


Consegnarono a Giacobbe tutti gli idoli stranieri e gli orecchini che possedevano, e Giacobbe li sotterrò ai piedi della quercia che è vicino a Sichem. (Genesi 35,4)

Devi far morire la donna che pratica la magia. (Esodo 22,17)

Non praticate né la magia, né la divinazione. (Levitico 19,26)

Non cercate in nessun modo di entrare in contatto con gli spiriti dei morti, perché questo vi renderebbe impuri. (Levitico 19,31)

Se un uomo consulta, in un modo o nell'altro, gli spiriti dei morti, il che è forma d'idolatria, io interverrò contro di lui e lo escluderò dal popolo d'Israele. (Levitico 20,6)

Se un uomo o una donna hanno l'abitudine di consultare per gli altri gli spiriti dei morti, devono essere messi a morte: saranno uccisi a colpi di pietra. Essi soli saranno responsabili della loro morte. (Levitico 20,27)

Balak mandò messaggeri da Balaam... (- un indovino -) “So bene questo: chi tu benedici è benedetto, e chi tu maledici, è maledetto”. Partirono con quanto era necessario per pagare l'indovino. Dio disse a Balaam: “Non andrai con loro e non maledirai quel popolo, perché io l'ho benedetto”. (Numeri 22,5-7.12)

Tra il popolo d'Israele non vi sono maghi, tra i discendenti di Giacobbe non si trovano indovini, perché essi al momento giusto vengono a conoscenza di quel che Dio compie. (Numeri 23,23)

Balaam capì che il Signore voleva benedire Israele: non andò quindi alla ricerca di segni e di presagi. (Numeri 24,1)

Nessuno pratichi la divinazione o cerchi di indovinare il futuro, nessuno eserciti la magia, né faccia incantesimi, o consulti spiriti e indovini; nessuno cerchi di interrogare i morti. Chiunque fa queste cose è considerato dal Signore una vergogna. A causa di tali pratiche vergognose il Signore, vostro Dio, scaccerà quei popoli davanti a voi. I popoli di cui state per occupare il territorio ascoltano gli indovini e gli incantatori, a voi il Signore, vostro Dio, non permette di agire così, se un profeta avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa che non gli ho comandato di dire, o parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovrà essere messo a morte. (Deuteronomio 18,10-12.14.20)

Gli israeliti hanno offeso il suo amore, hanno seguito divinità straniere, lo hanno irritato con idoli vergognosi. Hanno offerto i loro sacrifici a spiriti maligni, che non sono Dio, a divinità che non avevano conosciuto. (Deuteronomio 32,16-17)

Saul aveva proibito in tutto il territorio degli israeliti le pratiche per consultare i morti. (1Samuele 28,3)

Questo è il messaggio del Signore: “Tu hai mandato messaggeri a consultare Baal-Zebub. Non ti alzerai più dal letto: morirai!” (2Re 1,16)

Adorarono gli astri e servirono il dio Baal. Bruciarono in sacrificio i figli e le figlie. Praticarono magie per conoscere il futuro. Si abbandonarono a pratiche contrarie alla volontà del Signore, tanto da esasperarlo. Il Signore si sdegnò molto contro gli abitanti del regno d'Israele, e perciò li scacciò lontano da se. (2Re 17,16-17)

Manasse, praticò magie per conoscere il futuro e consultò quelli che interrogavano i morti. Andò continuamente contro la volontà del Signore e provocò il suo sdegno. (2Re 21,6)

Giosia fece anche sparire dal territorio di Giuda e da Gerusalemme quelli che praticavano incantesimi, quelli che consultavano gli spiriti, le divinità familiari, gli idoli e altre cose ugualmente detestabili. Giosia voleva così mettere in pratica le leggi scritte nel libro. (2Re 23,24)

La nostra terra è piena di maghi, come presso i filistei. Si fanno compromessi con gli stranieri. E' una terra piena d'idoli e tutti adorano oggetti materiali fatti con le proprie mani. (Isaia 2,6.8)

Ognuno getterà via e lascerà ai topi e ai pipistrelli gli idoli d'oro e d'argento che si era fabbricato per adorarli. Non riponete la fiducia nell'uomo che è un soffio di vento. A che serve? (Isaia 2,20.22)

Il Signore spazzerà via il coraggioso e il sodato, il giudice e il profeta, l'indovino e l'anziano, l'ufficiale e il dignitario, il consigliere e il mago, e chi sa fare incantesimi. (Isaia 3,2-3)

Non date retta a chi vi dice di consultare gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. La gente dice: “Dopo tutto, ogni popolo deve interrogare le sue divinità e consultare i suoi morti in favore dei vivi”. Voi invece dovete ascoltare quel che il Signore v'insegna! Se non ascoltate la sua parola non c'è speranza per voi. (Isaia 8,19-20)

Renderò vani i progetti degli egiziani e farò fallire la loro politica. Chiederanno aiuto ai loro idoli, andranno a consultare gli indovini e domanderanno consiglio agli spiriti dei morti. (Isaia 19,3)

Voi credete che non vi accadrà nulla di male perché dite di aver fatto un patto con la morte e con il mondo dei morti. Pensate che l'imminente catastrofe vi risparmierà perché vi siete messi al sicuro con la menzogna e la falsità. Il mio metro sarà il diritto e la mia livella la giustizia. Il vostro patto con la morte e con il regno dei morti verrà annullato. Quando arriverà la catastrofe voi sarete sopraffatti. (Isaia 28,15.17-18)

Comunicateci che cosa avvenne in passato, e come l'avete annunziato. Vogliamo rifletterci su e controllare. Dovrete predirci il futuro e così sapremo che voi siete dei. Fate accadere qualche cosa di bene o di male perché possiamo vederlo e stupirci. Ma voi non siete niente, non siete capaci di nulla, e chi vi sceglie come dei è un essere abbietto. (Isaia 41,22-24)

Il Signore, ti dice: “Ora annullo le predizioni degli indovini, rendo insensate le previsioni degli astrologi”. (Isaia 44,25)

Ebbene in un momento, in un sol giorno, ti piomberanno addosso proprio queste due disgrazie: resterai vedova e perderai i tuoi figli, nonostante le tue magie e i tuoi sortilegi. Tu confidavi nella tua malizia e dicevi: “Tanto nessuno mi vede”. Ma la tua pretesa saggezza ti ha fuorviata e ti ha fatto dire: “Sono insuperabile”! Continua pure nei tuoi incantesimi e nelle tue magie, nella speranza di trarne vantaggio o si spaventare i tuoi nemici. Hai cercato fino a stancarti il consiglio degli indovini! Si presentino ora a salvarti quelli che osservano le stelle e consultano la mappa del cielo, per dirti ogni mese quel che accadrà. Essi sono come paglia: il fuoco li brucerà. Ognuno se n'andrà per i fatti suoi; non resterà nessuno a salvarti. (Isaia 47,9-10.12-15)

Il Signore dice: “Avvicinatevi voi altri, figli di streghe. Mandi i tuoi messaggi molto lontano, li fai scendere fino al mondo dei morti. Ti stanchi a forza di camminare, ma non dici mai: “E' tutto inutile”. Vedremo se i tuoi numerosi idoli ti salveranno quando chiamerai aiuto! Un colpo di vento li spazzerà via!” (Isaia 57,3.9-10.13)

Si siedono fra le tombe, passano la notte nelle grotte per comunicare con i morti. Dicono a chi incontrano: “Resta lontano, non mi toccare, perché sono carico di una forza sacra”. (Isaia 65,5)

Non avete niente da guadagnare se continuate a fidarvi di chi v'inganna. Voi, offrite sacrifici a Baal e seguite divinità straniere che prima non conoscevate. E ora venite qui, vi fermate davanti a me, in questo tempi consacrato a me, e dite: “Siamo al sicuro”. Poi tornate a compiere le stesse azioni vergognose. Avete forse preso questo mio tempio per un covo di briganti? (Geremia 7,8-11)

Io non li ho inviati, non ho dato nessun ordine, non ho rivolto loro la mia parola. Vi annunziano solo visioni false, predizioni senza senso e invenzioni della loro fantasia. Questi profeti non li ho mandati io, anche se parlano a nome mio. La gente che li ha ascoltati farà la stessa fine. (Geremia 14,14-16)

Perciò non date retta ai vostri profeti o a quelli che pretendono di conoscere il futuro per mezzo dei sogni o evocando gli spiriti o con arti magiche, quel che essi vi annunciano è falso. (Geremia 27,9-10)

Il Signore proclama: “Guerra ai suoi indovini bugiardi ( babilonesi ) ed essi impazziranno...” (Geremia 50,36)

Ezechiele, denuncia apertamente quelli che si credono profeti in Israele e profetizzano secondo propri desideri, saranno guai per quegli stupidi profeti. Seguono le proprie idee e s'inventano le visioni. Israeliti, i vostri profeti sono sciacalli che si aggirano tra le macerie. Pretendono d'avere visioni e predicono menzogne. Essi sostengono: “Questo messaggio viene dal Signore”, ma io non ho mandato nessuno di loro. Eppure si aspettano che quanto dicono si avveri. Al contrario io dico loro: “Le vostre visioni sono false e le predizioni sono menzogne. Sostenete di trasmettere un mio messaggio, mentre io non vi ho nemmeno parlato. Ora poiché avete diffuso illusioni e annunziato il falso, io, vostro Dio, il Signore, affermo che interverrò contro di voi. Io sono Dio, il Signore, e questo è il mio messaggio! Manifesterò la mia potenza contro i profeti che pretendono d'avere visioni e predicono menzogne”. E ora, Ezechiele, rivolgiti alle donne di Israele che profetizzano secondo i propri desideri e denunziale apertamente: “Raccontate menzogne al mio popolo credulone, e così fate morire chi non lo merita, mentre fate vivere chi dovrebbe morire. Libererò il mio popolo dal vostro potere, è finita con le vostre visioni e predizioni false”. (Ezechiele 13,2-4.6-9.17.19.21.23)

E io dovrei lasciarmi consultare da voi? No, io, il Signore, il Dio vivente, dichiaro che non mi lascerò consultare da voi! (Ezechiele 20,31)

Le vostre visioni sono false, le vostre predizioni bugie. (Ezechiele 21,34)

Questo ( il popolo ) chiede rivelazioni ad un pezzo di legno! Un idolo di legno dice loro quel che vogliono sapere! Hanno un forte desiderio di prostituirsi ad altri dei e così abbandonano me, il loro Dio. Offrono sacrifici in cima ai monti sulle colline, all'ombra piacevole degli alberi sacri bruciano incenso. (Osea 4,12-13)

Un profeta adatto a questo popolo e quello che parla a vuoto e dice menzogne. (Michea 2,11)

Profeti, le vostre visioni e le vostre predizioni sono finite. Quelli che pretendono di predire il futuro saranno coperti di vergogna, si tapperanno la bocca. I profeti predicono il futuro dietro ricompensa. (Michea 3,6-7.11)

Eliminerò le vostre magie, non resterà vivo tra di voi un solo indovino. (Michea 5,11)

Ninive, la prostituta dai mille vizi, affascinava per la sua bellezza e per i suoi incantesimi! Rendeva schiavi popoli e nazioni con le sue tresche e i suoi malefici. (Naum 3,4)

A che cosa servono gli idoli? Perché scolpirli? Sono oggetti di metallo che fanno credere a menzogne. Perché l'uomo dà fiducia a idoli muti che lui stesso ha fabbricato? Guai a voi che dite a un pezzo di legno: Svegliati! E a una pietra inanimata: Alzati! Essi non possono rivelarvi nulla. Sono ricoperti d'oro e d'argento ma non hanno vita. (Abacuc 2, 18 - 19)

Sterminerò quelli che salgono sui tetti, per adorare le stelle, quelli che mi rendono culto con giuramenti di fedeltà a me, e poi giurano in nome del dio Milcom. (Sofonia 1,5)

I suoi profeti sono irresponsabili bugiardi. il resto del popolo di Israele. non dirà più menzogne, non parlerà più per ingannare. (Sofonia 3,4.13)

Gli idoli che consultate vi dicono menzogne, gli indovini hanno false rivelazioni, i sogni che raccontano sono illusioni, le parole di consolazione che vi dicono non hanno alcun valore. Per questo il popolo vaga come un gregge disperso, è sbandato come pecore senza pastore. (Sofonia 10,2)

Farò sparire dalla regione quelli che si dicono profeti e il disgustoso desiderio di adorare gli idoli. Se qualcuno vorrà ancora profetizzare, suo padre e sua madre gli diranno: “Tu devi morire perché pretendi di parlare a nome del Signore mentre dici solo menzogne”. Quando egli profetizzerà, i suoi genitori lo trafiggeranno a morte. I profeti si vergogneranno di profetizzare e di raccontare le loro visioni. Non indosseranno più il mantello di pelo per mentire alla gente. (Zaccaria 13,2-4)

Il Signore dell'universo annunzia: “Verrò in mezzo a voi per il giudizio. Mi affretterò a testimoniare contro quelli che praticano la magia.”. (Malachia 3,5)

Hanno osato sacrificare ai demoni anche i figli e le figlie. (Salmi 106,37)

Noi non possiamo sapere quel che accadrà in futuro. (Qoelet 3,22)

Ricorda che tutto viene da Dio; di fatto non possiamo sapere quale sarà il nostro futuro. (Qoelet 7,14)

Se il re li interrogava ( Daniele, Anania, Misaele e Azaria ) su qualunque argomento che richiedeva saggezza e intelligenza li trovava capaci di dare risposte dieci volte migliori di quelle di tutti gli indovini e maghi del suo regno. (Daniele 1,20)

Nessun saggio, nessun mago, nessun indovino, nessun incantatore potrà svelarti il mistero del sogno. Ma in cielo c'è un Dio che svela i misteri. (Daniele 2,27-28)

Quando giunsero gli indovini i maghi, gli incantatori e gli astrologi e io (Nabucodonosor - N.d.A.) raccontai loro il mio sogno, nessuno fu capace di darmene la spiegazione. (Daniele 4,4)

Baldassar ordinò di convocare i saggi di Babilonia: maghi, incantatori e astrologi. Disse loro: “Chiunque leggerà questa scrittura e me ne darà la spiegazione, lo farò rivestire d'abiti sontuosi.”. Allora si fecero avanti tutti i saggi al servizio del re ma nessuno di loro fu capace di darne al re la spiegazione. (Daniele 5,7-8)

Poco fa hanno condotto da me i saggi e i maghi per leggermi la scrittura che vedi ma non ne sono stati capaci. (Daniele 5,15)

Saul morì così perché non era rimasto fedele al Signore e non aveva osservato la sua parola; soprattutto egli aveva consultato quelli che evocano gli spiriti invece di interrogare il Signore. (1 Cronache 10,13-14)

Manasse seguì anche il culto degli astri e li adorò. Bruciò in sacrificio i suoi figli. Praticò magie per conoscere il futuro e stregonerie e consultò quelli che interrogano i morti. Andò continuamente contro la volontà del Signore e provocò il suo sdegno. (2 Cronache 33,3.6)

Tutti i popoli della terra si convertiranno e saranno veramente fedeli al Signore. Abbandoneranno tutti i loro idoli ingannatori che sono stati la causa della loro rovina, e loderanno con sincerità il Signore della storia. (Tobia 14,6)

A differenza dei pagani che domandano oracoli alle statue dei loro idoli, gli ebrei consultarono il libro della legge. (1 Maccabei 3,48)

Ma sotto la tunica di ciascuno di loro trovarono degli amuleti dedicati agli idoli. oggetti che la legge proibisce espressamente agli Ebrei di portare addosso. Così tutti capirono perché quei soldati erano morti. (2Maccabei 12,40)

Se uno vuole approfondire le sue esperienze, sappia che la sapienza conosce il passato e prevede il futuro, conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi, prevede fenomeni strani e prodigiosi, la successione delle epoche e dei tempi. (Sapienza 8,8)

Tu li hai castigati perché erano pieni di malvagità: si davano alla magia e ai riti infami, sacrificavano i loro figli senza pietà e facevano banchetti di carne e sangue umani. (Sapienza 1Z4-5)

Hanno fiducia in cose senza vita: oro e argento lavorati con arte, statue che copiano esseri viventi, pietre senza valore, lavorate da mani esperte. Sa bene che è un pezzo di legno incapace di pensare a se stesso. Eppure si mette a pregarlo per gli affari, per le nozze, per i figli; non si vergogna di parlare ad una cosa che non ha vita. Per la propria salute si rivolge ad una cosa debole, per la vita ad una cosa morta. (Sapienza 13,10.16-17)

Dio interverrà contro gli idoli di tutte le nazioni... sono un ostacolo nel quale gli uomini inciampano, e una trappola per chi non sa ragionare. Gli idoli non c'erano all'inizio e certo non ci saranno sempre. Questa mania degli idoli si è imposta nel mondo perché gli uomini erano superficiali, ma finirà bruscamente perché Dio l'ha deciso. Praticano riti segreti e immolano i loro figli. Nelle loro feste religiose vanno in delirio o pronunziano oracoli falsi. L'uomo vale ben più delle statue che adora; infatti lui ha ricevuto la vita, quelle no di certo. (Sapienza 14,11.13-14.23.28; 15,17)

Ricorrere alla magia non serviva a niente: la boria dei maghi e tutte le loro arti subivano una cocente smentita. Promettevano, infatti, di eliminare il timore e l'inquietudine che gettano lo sconforto nei cuori. Ma loro stessi erano sconvolti da un'apprensione ridicola. Quando non c'era più motivo di aver paura, li terrorizzavano il passaggio di bestie e il sibilo dei serpenti. Morivano di spavento. Avevano paura anche solo ad aprire gli occhi perché l'aria, dalla quale non si può scappare, li riempiva di terrore. Per natura l'uomo cattivo è pieno di timori e da se stesso si fa testimone della propria condanna; quando è oppresso dalla coscienza vede pericoli dappertutto. Ma quella per gli Egiziani era una notte davvero impossibile, uscita dal fondo impenetrabile del regno dei morti. E i maghi erano impotenti come tutti gli altri. (Sapienza 17, 7-11.14)

Chi crede nei sogni è come chi vuole abbracciare un'ombra o chi pretende di rincorrere il vento. In sogno non vedi le cose, ma solo un riflesso. Sogni, oroscopi e previsioni del futuro sono solo fantasie. Non far caso ai sogni. I sogni hanno già ingannato tanta gente e chi ha messo la sua speranza nei sogni è rimasto deluso. (Siracide 34,2-3.5-7)

Avete offerto sacrifici ai demoni e non a Dio, perciò avete esasperato il vostro Creatore. (Baruc 4,7)

Voi avete il diavolo per padre, e vi sforzate di fare ciò che egli desidera. Fin dal principio egli vuole uccidere l'uomo, e non è mai stato dalla parte della verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso esprime veramente se stesso, perché è bugiardo e padre della menzogna. Io invece dico la verità; perciò non mi credete. chi appartiene a Dio ascolta le parole di Dio; voi non le ascoltate perché non appartenete a Lui. (Giovanni 8,44-45.47)

Viveva in quella città un certo Simone, che praticava la magia ed era molto ammirato dalla popolazione della Samaria, perché si spacciava per un grande uomo. Tutti, dai più piccoli ai più grandi, gli davano ascolto. Dicevano tra l'altro: “In quest'uomo si manifesta la potenza di Dio”. Gli davano ascolto perché li aveva profondamente sconvolti con le sue arti magiche. Quando però credettero a Filippo che annunziava loro il regno di Dio e Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare. Anche Simone credette e fu battezzato: anzi egli stava sempre con Filippo e, vedendo i grandi miracoli e prodigi che avvenivano, ne rimaneva incantato. Simone vedeva che quando gli apostoli ponevano le mani su qualcuno, quello riceveva lo Spirito Santo; perciò offrì denaro agli apostoli dicendo: “Date anche a me questo potere.”. Ma Pietro gli rispose: “Va' alla malora, tu e il tuo denaro, perché hai pensato che il dono di Dio si può acquistare con i soldi. Tu non hai assolutamente nulla da condividere con noi in queste cose, perché tu non hai la coscienza a posto davanti a Dio. Smettila di pensare a questo modo e prega il Signore perché ti perdoni l'intenzione malvagia che hai avuto. Mi accorgo infatti che sei pieno di male e schiavo della cattiveria”. (Atti 8,9-13.18-23)

Qui trovarono un ebreo che si faceva passare per profeta e conosceva l'arte della magia. Si chiamava Bar-Iesus (in greco Elìmas) ed era amico del governatore... Costui fece chiamare Barnaba e Saulo perché desiderava ascoltare la parola di Dio. Ma Elìmas il mago si opponeva. Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, fissò gli occhi sul mago e disse: “Tu sei pieno di menzogna e di malizia. Tu sei figlio del diavolo e nemico di tutto ciò che è bene. Quando la finirai di sconvolgere i progetti del Signore? Ma ora il Signore ti colpisce: sarai cieco e per un certo tempo non potrai più vedere la luce”. Subito il mago si trovò nelle tenebre più oscure: si muoveva tentoni e cercava qualcuno che lo guidasse per mano. Dinanzi a questo fatto, il governatore credette, profondamente scosso dall'insegnamento del Signore. (Atti 13,6.8-12)

Uno spirito maligno si era impossessato di lei e la rendeva capace di indovinare il futuro. Faceva l'indovina e procurava molti soldi ai suoi padroni. Quella ragazza si mise a seguire Paolo e noi, e gridava: “Questi uomini sono servi del Dio Onnipotente. Essi vi fanno conoscere la via che porta alla salvezza”. Questa scena si ripeté per molti giorni, finché Paolo non poté più sopportarla. Si voltò bruscamente e disse allo spirito maligno: “Esci da questa donna! Te lo comando in nome di Gesù Cristo”. In quello stesso istante lo spirito maligno si allontanò dalla schiava. Ma i suoi padroni, vedendo svanire la speranza d'altri guadagni, presero Paolo e Sila e li trascinarono in tribunale. (Atti 16,16-19)

Allora alcuni Ebrei che andavano in giro a scacciare gli spiriti maligni dai malati pensarono di servirsi del nome dei Signore Gesù nei loro scongiuri. Dicevano agli spiriti maligni: “Nel nome di quel Gesù che Paolo predica, io vi comando di uscire da questi malati”. Ma una volta lo spirito maligno rispose loro: “Gesù lo conosco e Paolo so chi è! Ma voi. chi siete?”. Poi l'uomo posseduto dallo spirito maligno si scagliò contro di loro e li afferrò: li picchiò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa, nudi e pieni di ferite. Molti di quelli che erano diventati cristiani venivano e riconoscevano davanti a tutti il male che avevano fatto. Altri che avevano praticato la magia portarono i loro libri e li bruciavano davanti a tutti. Il valore di quei libri era di circa 50.000 monete d'argento. (Atti 19,13.15-16.18-19)

I pagani quando fanno un sacrificio, lo offrono agli spiriti maligni, non certo a Dio. E io non voglio che siate in comunione con gli spiriti maligni. Non potete infatti bere il calice del Signore e quello degli spiriti maligni. Non potete mangiare alla mensa del Signore e alla mensa degli spiriti maligni. (1 Corinzi 10,20-21)

Lo Spirito concede a uno la possibilità di fare miracoli, e a un altro il dono di essere profeta. A questi dà la capacità di distinguere i falsi spiriti dal vero Spirito.(1 Corinzi 12,10)

Tutti possiamo vedere quali sono i risultati dell'egoismo umano: immoralità, corruzione e vizio, idolatria, magia, odio, litigi, gelosie, ire, intrighi, divisioni, invidie, ubriachezze, orge. quelli che si comportano in questo modo non avranno posto nei regno di Dio. (Galati 5,19-21)

Ha resuscitato Cristo dalla morte e lo ha portato nel mondo celeste... Là egli si trova sopra tutte le autorità, le forze, le potenze d'ogni genere, sia quelle di questo mondo, sia quelle del mondo futuro. Dio ha messo tutte le cose sotto di lui. Anche voi, tempo fa. Ubbidivate al capo delle potenze che regnano tra cielo e terra, cioè a quello spirito maligno che ora agisce negli uomini i quali si ribellano contro Dio. (Efesini 1,20-22; 2,1-2)

Prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere contro le manovre del diavolo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, per combattere le forze del male e saper resistere fino alla fine. Vostra cintura sia la verità. Tenete in mano lo scudo della fede con cui potete spegnere le frecce infuocate del Maligno. (Efesini 6,10-11.14.16)

Fate attenzione: nessuno v'inganni con ragionamenti falsi e maliziosi. Sono frutto di una mentalità umana o vengono dagli spiriti che dominano questo mondo. Non lasciatevi condannare da gente fanatica che si umilia per adorare gli angeli, corre dietro alle visioni e si gonfia di stupido orgoglio. Questa gente non rimane unita al capo, cioè a Cristo. Voi siete morti con Cristo e siete stati liberati dagli spiriti che dominano il mondo. (Colossesi 2,8.18-20)

Non mettetevi in agitazione se qualcuno dice che il giorno del Signore è ormai presente, o afferma di averlo saputo per mezzo di una rivelazione. Il giorno del Signore non verrà prima che ci sia stata la ribellione finale e si sia manifestato l'uomo malvagio destinato alla distruzione. Costui verrà a mettersi contro. Dio. Si metterà in trono con la pretesa d'essere Dio. Sapete perché quel malvagio non riesce a manifestarsi: c'è qualcosa che lo trattiene. La forza misteriosa del male e già in azione, ma perché si manifesti pienamente è necessario che sia tolto di mezzo chi la impedisce. Il malvagio verrà con la potenza di Satana con tutta la forza di falsi miracoli e di falsi prodigi. Userà ogni genere d'inganno maligno per fare del male a quelli che andranno in rovina. Si perderanno, perché non hanno accolto e non hanno amato la verità, quella verità che li avrebbe salvati. Perciò, dunque, Dio manda a questa gente una forza d'inganno, in modo che essi credano alla menzogna. Così tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno trovato gusto nel male, saranno condannati. il Signore è fedele: egli vi darà forza e vi proteggerà dal male. (2 Tessalonicesi 2,2-4.6 9-12; 3,3)

Vi sono alcuni che insegnano false dottrine e tu devi ordinare che smettano. Di' loro di non interessarsi più a quelle favole, a quei lunghi elenchi d'antenati. Alcuni non hanno ascoltato la loro coscienza e hanno rovinato la loro fede. Io li ho consegnati al potere di Satana. (1 Timoteo 1,3-4.19-20)

Negli ultimi tempi, alcuni abbandoneranno la fede, seguiranno maestri d'inganno e dottrine diaboliche. Si lasceranno affascinare da ipocriti e imbroglioni. Non dare ascolto a favole stupide e contrarie alla fede. Essi pensano che la religione sia un mezzo per far soldi. Certo, la religione è una grande ricchezza, per chi si contenta di quel che ha. Quando abbiamo da mangiare e da vestirci, contentiamoci. (1 Timoteo 4,1-2.7; 65-6.8)

Tra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e riescono a dominare certe donnette. E quegli uomini si comportano come i maghi Iannes e Iambres, che si erano messi contro Mosè: essi si mettono contro la verità. Sono uomini dalla mente corrotta, e la loro fede non vale nulla. Ma non andranno molto lontano: presto tutti vedranno che sono stupidi, come è accaduto per quei maghi antichi. Gli uomini malvagi e impostori andranno sempre peggio: nello stesso tempo saranno imbroglioni e imbrogliati. Si procureranno molti nuovi maestri i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare. Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole. (2 Timoteo 3,68-9.13; 4,3-4)

Non dite menzogne che offendono la verità. Una saggezza di questo genere non viene da Dio: è sapienza di questo mondo, materiale, diabolica. Resistete invece contro il diavolo, che fuggirà lontano da voi. (Giacomo 3,15; 4,7)

State attenti e ben svegli, perché il vostro nemico, il diavolo, si aggira come un leone affamato, cercando qualcuno da divorare. Ma voi resistete, forti nella fede. E sappiate che anche gli altri cristiani sparsi per il mondo devono soffrire le stesse difficoltà.(1 Pietro 5,8-9)

Allo stesso modo verranno anche tra voi falsi maestri Essi cercheranno di diffondere eresie disastrose e si metteranno perfino contro il Signore. Ma andranno presto in rovina. Molti li ascolteranno e vivranno, come loro, una vita immorale. Per colpa loro, la fede cristiana sarà disprezzata. Per il desiderio di ricchezza, v'imbroglieranno con ragionamenti sbagliati Ma la condanna di questi falsi maestri è già pronta; la loro rovina non si farà aspettare. Ora questi falsi maestri sono spavaldi e superbi; non hanno paura nemmeno di offendere gli spiriti dell'universo. Ma questa gente agisce sempre per istinto. Quando fanno festa con voi e si vantano dei loro imbrogli, la loro presenza è una vergogna e uno scandalo. Prendono in trappola persone fragili: il loro cuore è avvelenato dal desiderio di guadagnare. Promettono libertà, ma in realtà essi stessi sono schiavi della corruzione. (2 Pietro 2,1-3.10.12-14.19)

Ebbene, ora ci sono molti anticristi. nessuna menzogna può nascere dalla verità. Sapete chi è il bugiardo, l'anticristo: chiunque afferma che Gesù non è il Cristo. Figli miei, non lasciatevi ingannare da nessuno.
Molti predicatori bugiardi sono andati a predicare nel mondo. La prova che uno ha lo spirito di Dio è questa: se riconosce pubblicamente che Gesù è il Cristo che si è fatto uomo. Se non lo riconosce, non ha lo spirito che viene da Dio, ma quello dell'anticristo. Voi sapete che l'anticristo deve venire: ebbene, è già nel mondo. Ma voi. avete sconfitto i predicatori bugiardi. In questo modo possiamo riconoscere se uno ha lo spirito della verità o lo spirito della menzogna. Chiunque è diventato figlio di Dio. Il diavolo non può fargli alcun male. (1Giovanni 2,18.21-22; 3,7; 4,2-4.6; 5,18)

Si sono sparsi nel mondo molti falsi maestri, i quali non vogliono riconoscere che Gesù è venuto come vero uomo. Questi falsi maestri, sono proprio loro il seduttore e l'anticristo. Chi lo accoglie volentieri si rende complice delle sue imprese malvagie. (2 Giovanni 7.11)

Ma in mezzo a voi sono venuti certi uomini malvagi che usano la bontà del vostro Dio come pretesto per giustificare la loro vita immorale, dicono parole piene d'orgoglio e fanno complimenti alle persone solo per motivo d'interesse. Impostori che si comporteranno male seguendo le loro passioni malvagie, che provocano divisioni: gente dominata dagli istinti. (Giuda, 4.16.18-19)

Alcuni pretendono di essere il mio popolo, ma non lo sono, perché sono seguaci di Satana. A voi che non avete accettato quell'insegnamento e non conoscete ciò che essi chiamano “i profondi misteri di Satana”, io non impongo nessun obbligo particolare. (Apocalisse 2,9.24)

Manderò da voi alcuni di quelli che sono seguaci di Satana, alcuni di quei mentitori che dicono di essere il popolo mio, ma non lo sono: li farò inginocchiare davanti a voi, per onorarvi. Dovranno riconoscere che voi siete il popolo che io amo. (Apocalisse 3,9)

Non abbandonarono gli idoli fatti con le loro mani, e non smisero d'inginocchiarsi davanti ai demoni. Non rinunziarono neppure ai loro delitti, alla magia, alla prostituzione, ai furti. (Apocalisse 9,20-21)

Ma questi furono sconfitti, e non ci fu più posto per loro nel cielo. Il grande drago, cioè il serpente antico, che si chiama Diavolo e Satana, ed è il seduttore del mondo, fu gettato sulla terra. Cominciò a perseguitare la donna che aveva dato alla luce il bambino, andò a far guerra contro gli altri figli di lei: quelli che mettono in pratica i comandamenti di Dio, e rimangono fedeli a ciò che Gesù ha annunziato. Tutti adorarono il drago. Gli fu permesso di far guerra contro quelli che appartengono al Signore. La bestia fa grandi miracoli: inganna gli abitanti della terra, ordinando loro di fare una statua al mostro. (Apocalisse 12,8-9.13.17; 13,4.7.13-14)

Su tutti gli uomini che avevano il marchio del mostro e avevano adorato la sua immagine, si formò una piaga dolorosa e maligna. Ma non cambiarono vita e non lodarono Dio. La gente si mordeva la lingua per il dolore. Però non smise di fare il male. Poi vidi tre spiriti immondi uscire dalla bocca del falso profeta. Erano spiriti di demoni, che facevano sfoggio di miracoli e andavano da tutti i re della terra a radunarli per la battaglia del gran giorno di Dio, dominatore universale. (Apocalisse 16,2.9-11.13-14)

La grande Babilonia è diventata dimora di demoni, rifugio di tutti gli spiriti immondi. E con le tue stregonerie hai ingannato tutte le nazioni. Il mostro fu fatto prigioniero e con lui anche il falso profeta che faceva prodigi per ingannare le persone. (Apocalisse 18, 2.23; 19,20)

L'angelo afferrò il drago, il serpente antico, cioè Satana, il diavolo, e lo incatenò per mille anni. Così il drago non avrebbe più ingannato nessuno. Quando saranno trascorsi i mille anni, Satana sarà liberato dalla sua prigione e andrà a convincere tutti i popoli del mondo e li radunerà per la guerra. Ma giù dal cielo venne un fuoco che li divorò, e il diavolo fu gettato nel lago di fuoco, dove c'erano già il mostro e il falso profeta. Lì saranno tormentati giorno e notte per sempre... i vigliacchi, i miscredenti, i depravati, gli assassini, i ciarlatani, gli idolatri e tutti i bugiardi andranno a finire nel lago ardente... Questa è la seconda morte. (Apocalisse 20,2-3.7-10; 21,8)

Fuori i cani, i maghi, i porci, gli assassini, gli idolatri e tutti quelli che amano e praticano la menzogna. Io, Giovanni, dichiaro questo a chiunque ascolta il messaggio profetico di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio lo colpirà con i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa. Dio lo escluderà dall'albero che dà la vita e dalla città santa. (Apocalisse 22,15.18)





Le citazioni, per una più facile e comprensibile lettura sono tratte da "La Bibbia in lingua corrente", traduzione interconfessionale, Elle Di CI - Alleanza Biblica Universale, 1985, e sono tratte da una ricerca compiuta dall'Associazione Telefono Antiplagio contro le truffe dei maghi e delle sette coordinata dall'insegnante di religione Giovanni Panunzio.


La traduzione interconfessionale della Bibbia in lingua corrente (Tilc) compie 25 anni.
L'idea, nell'ottobre del 1971, partì dagli evangelici e dal Comitato consultivo della Società biblica, che decisero di avviare una nuova traduzione non liturgica delle Scritture avendo due priorità: la lingua corrente e la piena collaborazione con i cattolici.
Nell'impresa furono coinvolti un centinaio d'esperti, designati dalle Chiese evangeliche, dalla CEI e dalle case editrici, l'Alleanza biblica universale, tramite società biblica britannica e forestiera e l'Elledici dei Salesiani.
Nel 1985 fu completata la pubblicazione di tutti i volumi. Da quell'anno sono state vendute 10 milioni di copie in 30 edizioni (Un milione di Bibbie, 4500 dell'intero Nuovo Testamento e 5 milioni di singoli libri biblici).






La Parola di Dio su malefici, sortilegi, malocchio



Libro di Ezechiele, capitolo 13, versetti 17-23:

"Ora tu, figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro. "Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse? Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche manciata d'orzo e per un tozzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne. Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli. Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda in mano vostra; saprete così che sono il Signore. Voi, infatti, avete rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre io non l'avevo rattristato e avete rafforzato il malvagio perché non desistesse dalla sua malvagità e vivesse. Per questo non avrete più visioni false, né più spaccerete incantesimi: libererò il mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore".


Libro di Tobia, capitolo 3, versetto 7-8:
 
"Nello stesso giorno, capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini che Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero universi con lei come si fa con le mogli…".


Vangelo di Luca, capitolo 13, versetto 15-16:
 
"Il Signore replicò: <Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?>.


(Bibbia di Gerusalemme)

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1/28/2009 9:35 PM
 
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La magia nera


tratto da "Come riconoscere le trappole del Demonio" di Mons. Bolobanic



Questa pratica funesta ha lo scopo di indirizzare il male satanico contro una persona attraverso formule e riti magici, sempre occulti, misteriosi, qualche volta intrecciati, che richiamano Satana.

Per poter nuocere alla persona di solito il mago cerca qualche cosa che le appartiene: capelli, unghie, pelle, biancheria intima, fotografie...

Suggerisce alla sua vittima alcune regole rituali
che deve effettuare per aver successo, come ad esempio percorrere sette chiese, accendere la candela in un certo modo, spargere la polvere, visitare il cimitero mettendo o togliendo determinate cose dalla tomba, indossare alcuni oggetti per "proteggersi" o depositarli da qualche parte, consumare particolare cibo o bevande...


Mi hanno visitato madri che portavano i loro figli dagli stregoni che davano loro alcuni oggetti da indossare.

A prima vista può sembrare ingenuo e insignificante.
Si è visto e scoperto invece che tale pratica ha avuto effetti malefici essendo la forma dell'azione diabolica.


L'astrologia magica conosce vari tipi di oggetti magici: pentacoli, amuleti, talismani.

Individui colpiti da destino fatale, che hanno avuto qualche scalogna, incompresi dalla famiglia o dalla comunità, che soffrono per la mancanza d'affetto o per la povertà, inseguiti dalla paura e da diverse fobie...
sono felici di poter avere uno degli oggetti "protettivi", convintissimi che li aiuteranno ad uscire dai loro problemi ed inoltre gioiosi di poter pagare un prezzo altissimo per uno di quegli aggeggi "portafortuna".

Usare o indossare cose simili invece ha un'enorme carica negativa, che in seguito danneggia non soltanto l'interessato ma anche, e spesso, tutti i membri della famiglia nella cui casa si trovano.


La magia sperimenta inoltre l'uso di far bere miscugli magici alla propria vittima che provocano suggestioni e torture sataniche.

Le prepara il mago richiamando gli spiriti immondi.

I preparati malefici si mescolano di nascosto nel cibo o nelle bevande. È famosa la cosiddetta "bibita d'amore" che ha il potere d'imporre relazioni terrificanti attraverso le forze diaboliche.


La caratteristica delle stregonerie è che la persona chiede "aiuto" al mago ed egli le consiglia di effettuare alcuni riti usando oggetti particolari, promettendole che in quel modo raggiungerà la propria meta.


Qui vorrei accennare chiaramente: se l'uomo giunge nel territorio del nemico entrando nel suo cerchio, anche facendolo ingenuamente, per ignoranza o senza malizia, cade nelle mani della sua autorità.

Satana in quel caso l'ha in suo possesso e non lo lascia facilmente.

L'individuo, ottenebrato dalle forze diaboliche si trova nel cerchio magico dal quale lo può liberare solamente la mano onnipotente di Dio.

Il Maligno è più forte dell'uomo che, in quelle situazioni, impotente sotto il dominio della sua potenza, non riesce ad opporsi.

Dio è più forte del Maligno ed è l'unica possibilità di salvezza e liberazione.

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1/28/2009 10:12 PM
 
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I malefici

tratto da "Come riconoscere le trappole del Demonio" di Mons. Bolobanic


È il modo di fare più comune, derivante dalla volontà di nuocere alla persona attraverso il mezzo offerto al Diavolo perché vi imprima la sua forza malefica.

Si usa materiale vario.

Che Satana spesso imiti Dio si evidenzia nell'analogia dei sacramenti che hanno una materia sensibile (battesimo - acqua... ).

Così viene usato il materiale della fattura con l'obbiettivo di nuocere.


Un modo consiste nel far bere o mangiare alla vittima cibo o bevande in cui è stato mescolato il maleficio.
Gli ingredienti che si usano possono essere: ossa di morti, sangue mestruale, polveri varie, spesso nere (bruciate), parti di animali (in particolare il cuore), erbe particolari...

L'efficacia non dipende tanto dal materiale che viene usato quanto dalla volontà e dall'odio della persona che desidera fare del male all'altra mediante l'intervento diabolico.
Esistono formule magiche segrete che recitano gli stregoni durante la preparazione dei disgustosi intrugli.

La persona colpita manifesta vari disturbi. Soffre di un caratteristico mal di stomaco, guarisce solo dopo essersi liberata con molto vomito in cui si eliminano cose stranissime...


Un altro modo si basa nel maleficiare oggetti appartenenti alla persona che si desidera danneggiare, ad esempio fotografie, indumenti...

Inoltre si possono maleficiare figure che le rappresentino: bambole, animali, persino persone vive dello stesso sesso ed età.

Il rituale consiste nel colpire il mezzo con gli stessi mali che si vogliono causare alla persona stabilita.
Ad esempio, durante un rito satanico ad una bambola vengono infissi gli spilli intorno alla testa. La persona alla quale si pensa comincia ad avvertire fortissimi mal di testa.
Altrimenti si configgono aghi, chiodi, coltelli, nelle parti del corpo della bambola rappresentante la persona che si vuole colpire.
La povera vittima sente veramente i dolori in quei punti. La liberazione avviene quando si estraggono gli oggetti dalla bambola e termina il rito satanico.


Esistono i malefici fatti in forma di legamento, spesso usati per nuocere al bambino nel grembo della madre.
Si lega il materiale di trasferimento con cose come capelli e nastri colorati attorno le parti che vogliamo colpire.
Lo scopo finale è di provocare le deformazioni di quelle parti e di impedire lo sviluppo normale.
Frequentemente l'effetto può essere indirizzato nel senso dello sviluppo mentale del bambino, che potrebbe causare più tardi problemi nello studio, nel lavoro o nel comportamento normale.


Spesso i malefici vengono sparsi attraverso oggetti strani che si trovano nei cuscini, nei materassi... che possono essere pezzi di legno o di ferro, grumi di sangue, ciocche di capelli strettamente annodate di una donna o di un bambino, nastri colorati e annodati, corde piene di nodi, ecc.

Dopo aver aperto il cuscino o il materasso capita delle volte che gli oggetti non compaiano a prima vista.
Se si asperge con l'acqua benedetta o si inserisce un'immagine benedetta della Madonna o un Crocifisso, appaiono all'improvviso le cose più strane.


L'efficacia diabolica dei malefici delle volte può avere lo scopo di separare sposi, fidanzati o amici.
Ho conosciuto tanti casi dove i fidanzati si volevano molto bene e all'improvviso si lasciavano senza una ragione.
 
È successo che una ragazza si era innamorata del fidanzato della sua migliore amica.
Per raggiungere il suo scopo ed avere il ragazzo andò da un mago che l'aiutò con la magia.
Ovviamente, il matrimonio tra i due diventò una cosa terrificante.
Non si accettavano tra di loro ma il marito non riusciva ad abbandonare la moglie. Vivevano insieme in un inferno.

Capitano matrimoni senza amore tra gli sposi come conseguenza della volontà dei genitori o altri che per mezzo delle fatture hanno raggiunto l'obiettivo, risvegliandosi quando per il ritorno senza danni era troppo tardi.

Questo inferno della vita lo può interrompere solamente il Sangue di Cristo.


Solitamente la vittima non sa di essere stata colpita da un maleficio.

Si tenta delle volte con l'inganno di portarla dal mago che fa le fatture.

La vittima non deve necessariamente avere dei problemi personalmente e cercare "aiuto", ma l'altra maliziosamente odiandola ricorre allo stregone per farle del male attraverso la fattura e gli oggetti strani.
Spesso lo stesso individuo, desiderando nuocere a qualcuno, pratica le fatture e prepara i malefici spinto dal proprio odio.


Nel caso in cui i singoli vengono colpiti dall'azione malefica subendone le conseguenze, cercano la via d'uscita da quella situazione.

Regolarmente il Maligno li riporta dai suoi servi stregoni che li sedurranno sotto la maschera della magia bianca che secondo loro toglie i malefici.

In quel modo i maghi spillando soldi causano alle vittime mali ancora più grandi.
 
Attraverso le loro pratiche occulte riescono a guarire temporaneamente qualcuno o far sì che il suo male passi alla moglie, ai figli, ai genitori, ai fratelli ecc.

Questo male si manifesta anche come il persistente distacco dalla fede, l'incorreggibile stato del peccato, i frequenti incidenti stradali, le depressioni, le paure, i suicidi...


Cosa dobbiamo fare con gli oggetti magici trovati o ricevuti?


È necessario aspergerli con l'acqua benedetta e bruciarli fuori casa, all'aperto.

Le ceneri, gli oggetti di ferro ed altri non combustibili, dopo essere passati in mezzo al fuoco, vanno buttati ove scorre l'acqua (ruscello, fiume, mare) o nel cassonetto per i rifiuti che si bruciano.

Non bisogna farlo nel gabinetto della propria abitazione poiché potrebbe intasare le tubature causando l'allagamento della casa.
Durante la bruciatura degli oggetti stregati è importante pregare ininterrottamente richiamando la protezione del santissimo Sangue di Cristo e, in fine, lavarsi le mani con l'acqua benedetta.


Vorrei menzionare il fatto che in tutti i posti si possono trovare "persone molto pie", uomini e donne, che "regolarmente vediamo nelle chiese" e che in buona fede ritengono di eliminare i malefici, fatture e malocchio.

Sono quegli individui che di solito, oltre la medaglietta ed il crocifisso danno ai colpiti qualche oggetto come "cornetti rossi", "denti del lupo" o qualche altro involto, consigliando loro di portarlo con sé come protezione.

Sono cose che non hanno la negatività ricevuta nei riti magici che solitamente fanno i maghi, ma sono ugualmente collegati con Satana per via della superstizione.
 
Anche questi oggetti bisogna bruciarli, ricorrendo invece ad un sacerdote.

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1/28/2009 11:47 PM
 
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Lo spiritismo


tratto da "Come riconoscere le trappole del Demonio" di Mons. Bolobanic


Una delle più pericolose ramificazioni dell'occultismo è sicuramente lo spiritismo.

È il tentativo di mettersi in contatto con le anime dei defunti o gli spiriti.

Questa pratica esiste da sempre presso tutte le popolazioni e culture.

Quasi sempre qui è presente un'altra persona - il cosiddetto medium - cioè, l'intermediario tra gli spiriti e le persone.

Il medium presta la sua voce, i gesti, la scrittura... allo spirito dal quale si chiede di segnalare la sua presenza.

Quegli spiriti sono sempre i demoni.
Può capitare che si impossessino di qualcuno dei presenti.

La Chiesa ha sempre condannato qualsiasi tipo di partecipazione alle sedute spiritistiche.
Dai consigli di Satana non si può mai imparare niente di positivo.


Questa pratica invece, come qualsiasi forma occulta e misteriosa, attrae l'uomo provocando la sua curiosità.

Di conseguenza i bambini già nelle scuole elementari, compresa la gioventù delle scuole superiori e delle università, cadono nella tentazione di invocare gli spiriti nel gruppo.
Ovviamente lo fanno anche gli adulti.

So di un'équipe di intellettuali, dunque studiosi con la laurea, che regolarmente organizza sedute spiritistiche.


Dalla mia lunga esperienza sono arrivato alla conclusione che tutti quelli che hanno praticato lo spiritismo, di norma, hanno pensieri neri e prima o poi, nelle situazioni critiche pensano a suicidarsi, e tanti lo fanno.

Il Demonio trionfa quando, alla vittima che gli si avvicina entrando nel suo cerchio incantato, toglie il senso della vita portandola sull'orlo dal quale non vedrà la via di scampo.
In uno stato così angosciante e depressivo l'uomo tenta di togliersi la vita molto facilmente.
I sempre più frequenti suicidi negli ultimi tempi dalle nostre parti sono provocati dallo spiritismo e dalle altre pratiche occulte e magiche.


Si pongono le domande:

È possibile richiamare gli spiriti?


Alle sedute spiritistiche appaiono solamente gli spiriti cattivi?

Tanti le fanno tenendo presente il caso che riporta la Bibbia quando Saul, il re d'Israele, consultò una negromante (donna-medium), comandandole: "Pratica la divinazione per me con uno spirito. Evocami colui che ti dirò" (1 Sani 28, 8). Effettivamente si presentò lo spirito del defunto, Samuele. Dio ha permesso questo evento eccezionale.
È importante notare il grido e la sorpresa del medium, come il rimprovero da parte di Samuele: "Perché mi hai disturbato e costretto a salire?" (1 Sani 28,15).
 
Bisogna rispettare e non disturbare i morti.

Questo è l'unico esempio del genere nella Bibbia, e, lo sottolineo, un'eccezione.

L'unica cosa che possiamo fare e della quale i nostri defunti necessitano, sono le preghiere per la liberazione delle loro anime dal purgatorio.

Dio non permette di usarle per realizzare i nostri progetti terrestri.


Desidero attirare l'attenzione dei miei colleghi sacerdoti consigliandoli di aprire gli occhi davanti alla situazione impregnata dalle varie forme di satanismo nella quale viviamo.

La gente intorno a noi si sta affogando nel male mentre noi continuiamo ad ignorarla con disinteresse ed inerzia.

E gli spiriti maligni lavorano intensamente con l'unico scopo finale: dividere la vittima da Dio, indurla a peccare, introdurla nell'angoscia, nella depressione, allontanandola nella disperazione.

Il Sacerdote, per mezzo sacramentale dell'Ordine è l'unico invitato ed autorizzato a combattere e vincere il male con la forza e l'aiuto di Cristo.

Le persone si aspettano esattamente quello da noi.

Se non le accettiamo cercando di capirle, se non le aiutiamo, portiamo un'enorme responsabilità davanti al Signore per le loro cadute.

Schiacciati dal male che è sempre più forte nell'uomo, cercano il rimedio da qualche altra parte.
Ricorrendo di solito ai maghi, vari guaritori, veggenti, per mezzo di vie occulte, di nuovo malefiche, le anime non si liberano
ma si stringono sempre più forte nel cerchio incantato dal quale non vedono l'uscita.

Purtroppo, incontro quotidianamente casi del genere.

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Che cosa dicono Papi e Vescovi?


 

Il Cardinale Piovanelli, Arcivescovo di Firenze, durante una trasmissione di "Radio Monte", il 21 novembre del 1994 affermò:

"I maghi in Italia sono il doppio dei preti,
il mistero del male non è una fantasia, ma una realtà e la sua presenza lucida, che organizza distruzione e morte, si accampa in mezzo agli uomini.

E' troppo grande il rischio che molti cristiani confondano la superstizione con la fede" (Dal quotidiano La Repubblica del 22 novembre del 1994).

Per non andare troppo indietro nel tempo cito gli ultimi due pronunciamenti molto importanti degli ultimi due Papi.

Domenica 17 febbraio 2002, prima domenica di Quaresima, Giovanni Paolo II ha parlato della "subdola azione di satana", sia nell'omelia nella parrocchia di San Enrico alla periferia nord-est di Roma, che nel discorso dell'Angelus:
 
<<Vattene, satana! Vattene, l'atteggiamento deciso del Messia", ha detto Giovanni Paolo II, "costituisce per noi un esempio ed un invito a seguirlo con coraggiosa determinazione, il demonio, "principe di questo mondo", continua anche oggi la sua subdola azione.

Ogni uomo
, oltre che dalla propria concupiscenza e dal cattivo esempio degli altri, è tentato anche dal demonio e lo è ancor più quando meno se ne avvede
.

Quante volte con leggerezza egli cede alle fallaci lusinghe della carne e del maligno, e sperimenta poi, amare delusioni.
Occorre rimanere vigilanti per reagire con prontezza ad ogni attacco...>>.


Nell'udienza generale di mercoledì 15 novembre 1972 Paolo VI alla domanda: "Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa?" ha così risposto:

<<Non vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo demonio.
Troviamo il peccato, perversione della libertà umana e causa profonda della morte,
perché distacco da Dio, fonte della vita e poi, a sua volta, occasione ed effetto di un intervento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro e nemico, il demonio.

Il male non è soltanto una deficienza, ma un'efficienza , un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore.

Terribile realtà, misteriosa e spaventosa.

Chi rifiuta di riconoscere la sua esistenza, si pone fuori dall'insegnamento biblico e della Chiesa; come chi crede che il male sia un "principio" autonomo, che non abbia, come ogni creatura una sua origine in Dio; o chi, infine, la voglia spiegare come una forma di personificazione concettuale e fantastica delle cause sconosciute delle nostre sventure">>



Papa Giovanni Paolo II
ha detto:

"Il demonio esiste, ha un suo regno, ha un suo programma, che esige una stretta logica dell'azione, una logica tale che il regno del male possa reggere, anzi, che possa svilupparsi negli uomini ai quali è indirizzato.
La lotta tra il regno del male, dello spirito maligno e il regno di Dio, non è cessata, non è finita. In questa tappa la lotta perdura nelle generazioni sempre nuove della storia umana"
(Dal quotidiano La Stampa del 27 Marzo 1981).

Sempre Giovanni Paolo II, il 24 Maggio del 1987, in visita al Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo in Puglia, nel corso dell'omelia, tra l'altro ha detto:

"Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell'Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo.
Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l'incoerenza dell'uomo, la frattura interiore della quale è vittima, non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell'azione infestatrice ed oscura di satana, di questo insidiatore dell'equilibrio morale dell'uomo".

Il paragrafo 1673 del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica così spiega:

"Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo...l'esorcismo mira a cacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa".


Il vescovo di Los Tequez, in Venezuela, Monsignor Mario Moronja Rodriguez, in un articolo pubblicato il 22 febbraio del 1997 dall'Osservatore Romano, organo della Santa Sede, sulla proliferazione del satanismo, ha scritto tra l'altro:

"La Chiesa non può sentirsi indifferente davanti a tale fenomeno presente nella nostra società. I pastori e i responsabili della pastorale, non possono pensare che forse si tratti di un fenomeno lontano dalle proprie comunità o ritenere che siano altri a dare delle risposte. Il problema rimane davanti a noi e non possiamo restare indifferenti o semplicemente estranei ad esso.
In seno all'azione pasquale della Chiesa si richiede che tutti approfondiscano e s'impegnino in attività che tocchino direttamente o indirettamente il fenomeno e le sue manifestazioni. Alcune azioni possono essere certamente preventive, altre curative, tuttavia l'indifferenza non può essere certamente l'atteggiamento della Chiesa davanti a questo problema
".

Il vescovo di Isernia e Venafro, Monsignor Andrea Gemma, in una lettera pastorale del 29 giugno del 1992 ha scritto tra l'altro:

"Non sanno i ministri sacri che proprio la loro indifferenza costringe spesso i semplici e sprovvisti, a ricorrere a maghi e fattucchieri o ad altre pratiche aberranti, che sono (ahimè) lo strumento privilegiato per l'intervento del demonio e il suo trionfo?"


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Il parere degli esorcisti


In una nota del giugno 2001 dell'Associazione Internazionale degli esorcisti si legge tra l'altro:

"Se, infatti, la lotta contro satana appare in così forte rilievo nella storia sacra, mistero di Cristo, mistero della Chiesa che la rivelazione cristiana ci propone come visione generale del mondo, nessuna meraviglia che la stessa appaia ugualmente fortemente accentuata nella liturgia, la quale del mistero di Cristo non vuol essere che la concretizzazione e l'attualizzazione sotto il velo dei segni sensibili ed efficaci.

Come nella rivelazione in genere, così anche nella liturgia, satana è sempre e dappertutto presente, almeno come il grande antagonista del regno di Dio e quindi dell'attuazione del mistero di Cristo.

Nel corso di un convegno che si è svolto ad Assisi nei primi giorni di maggio del 2000, dal titolo "Superstizione, magia e satanismo in Umbria", organizzato dal locale Istituto teologico, il segretario generale della Conferenza Episcopale Italia, Monsignor Ennio Antonelli, ha invitato a vigilare anche sulla "pubblicità in televisione che fanno maghi e sui loro guadagni...ed evitare il razionalismo che nega l'esistenza del demonio".
La Cei ha sottolineato che il "fenomeno del moltiplicarsi di pratiche magiche offendono la persona umana": "Assistiamo oggi- hanno sottolineato i vescovi,- al rinascere e al rinnovarsi di forme di divinazione, di sortilegio, di maleficio ...
".


Più volte e in diverse parti il Catechismo della Chiesa Cattolica parla del diavolo, della sua presenza e del suo potere malefici:

"La scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesùchiama "omicida fn da principio" (Giovanni 8, 44), e che ha tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre".
 

La Parola di Dio lo chiama: diavolo (dal greco dia-ballien che significa: mettere per traverso), dunque indica un avversario.

E' definito 6 volte "ingannatore" e "calunniatore" nell'Antico testamento e 36 nel Nuovo Testamento.

Satana (termine ebraico: "shatan", termine greco "dia-bolos", nel senso d'avversario è menzionato 13 volte nel Vecchio Testamento e 34 nel Nuovo Testamento.
Egli seduce , tenta, accusa;

Gesù lo chiama "principe di questo mondo" (giovanni 14,30; 16, 11) e San Paolo anche "dio di questo mondo" (2Corinzi 4, 4).

I vangeli sinottici lo chiamano Beelzebùl 6 volte, (principe dei baal o dei demoni).
 
Il Vangelo di Matteo, al capitolo 13, versetto 28, lo definisce "nemico" e"tentatore" (Matteo 4,3).

Nella prima lettera di Giovanni è chiamato "maligno" per cinque volte.

Con lui sono i demoni, istigatori (dal greco "daimon").

Quest'appellativo ricorre 17 volte al singolare e una volta al plurale nel Vecchio Testamento; 7 volte al plurale e 69 al singolare nel Nuovo Testamento.

(Altre notizie molto utili si possono trovare nel libro "Le vere armi per combattere con efficacia le potenze del male" - Giancarlo Padula - Editrice Herbita di Palermo - 2001).


Nella Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, "Gaudium et Spes", n. 37,2 e nel Paragrafo n. 409 del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica è scritto:

"Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre;
lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno.
Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio
"


Nella Costituzione Dogmatica "Lumen Gentium" si ricorda ai secolari che la loro lotta è contro i dominatori di questo mondo di tenebra e contro gli spiriti del male (cfr. LG n.35a; cfr Efesini 6,12).

Il Concilio vaticano secondo, volendo presentare la Chiesa come il Regno di Dio che è già presente, invoca il rinnovarsi dei miracoli di Gesù (cfr Lumen Gentium n. 5).
I Padri della Chiesa: La Congregazione per la Dottrina della Fede ha presentato uno studio intitolato "Fede cristiana e demonologia", nel quale si dice tra l'altro:

"I Padri della Chiesa basandosi sulla Sacra Scrittura hanno affermato che satana e i demoni sono gli avversari della Redenzione; perciò i santi Padri non hanno cessato di ricordare ai fedeli la loro esistenza e la loro opera".


Al Concilio Vaticano II i Vescovi Cattolici insegnarono:

"Sebbene messo da Dio in stato di rettitudine, l'uomo sedotto dal maligno (satana), abusò della sua libertà fin dall'inizio della storia.
Si sollevo' sopra Dio contro di Lui e cercò di raggiungere il suo scopo lontano da Lui.

Sebbene avesse conosciuto Dio, non lo glorificava come Dio, ma il suo cuore insensibile era oscurato e serviva la creatura piuttosto che il Creatore.

Spesso rifiutandosi di riconoscere Dio come sua fonte
, l'uomo ha anche sconvolto quel rapporto che dovrebbe legarlo all'ultimo fine, e nel contempo ha spezzato il giusto ordine che dovrebbe regnare dentro di sé, come pure tra sé stesso e gli altri uomini e tutte le creature.

L'uomo perciò è diviso tra sé.


Come risultato, l'intera vita degli uomini, sia quella individuale che sociale, si dimostra essere una lotta e un dramma tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre.

L'uomo sente che è incapace di vincere da solo gli assalti del male e si sente come legato da catene.

Ma il Signore stesso venne a liberare e rafforzare l'uomo, rinnovandolo interiormente e scacciando il "principe di questo mondo
" (Giovanni 12, 31), "che lo tratteneva nel legame del peccato
" (Gs n. 13, cf, n 4).
 

"La Chiesa" - ha scritto poi il cardinale - Medina Estevez - "è sicura della vittoria finale di Cristo e perciò non si lascia trascinare dalla paura o dal pessimismo, ma allo stesso tempo è consapevole dell'azione del maligno che cerca di scoraggiarci e di seminare la confusione".


Il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Genova, in occasione della Quaresima del 2001, ha scritto una Lettera Pastorale contenente una sorta di decalogo contro il diavolo:


1) Non dimenticare che il diavolo esiste;

2) Non dimenticate che il diavolo è "tentatore", nessuno ne è esente o invulnerabile;

3) Non dimenticare che il diavolo è molto intelligente e astuto, insidia affascinando come ha fatto con il primo uomo;

4) Sii vigilante negli occhi e nel cuore e sii forte nello spirito;

5) Credi fermamente nella vittoria di Cristo sul tentatore, la fede rende sicuro e imperturbabile anche di fronte all'assalto più violento;


Analisi tratta da: http://christusveritas.altervista.org/controlamagia.htm

6) Ricordati che Cristo ti rende partecipe della sua vittoria;

7) Ascolta la Parola di Dio, abbila come guida;

8) Sii umile e ama la mortificazione. L'amore alla mortificazione, all'umiltà, vincere la tentazione;

9) Prega sempre senza stancarti;

10 ) Adora il Signore Dio tuo: "l'amore crescente al bene che indebolisce e cancella la seduzione del male".

Durante alcuni esorcismi il diavolo ha detto chiaramente che i peccati che più avvicinano gli uomini a lui sono quelli dell'odio, dell'adulterio, della superbia, dell'orgoglio e che ciò che più lo disturba dei cristiani sono quelli che pregano alzando le mani, il Sangue di Cristo, il nome di Gesù, di Maria Santissima, il Rosario.
Mentre una virtù che sconfigge l'opera di satana è l'umiltà.

Armi potenti per combattere il demonio sono i Sacramenti, la Parola di Dio, il Rosario completo, l'aiuto dei sacramentali, la vita virtuosa, un cammino di fede impegnativo, i Salmi che come satana ha confermato "sono le lodi che il Signore preferisce".

Al diavolo non piacciono in particolare le comunità carismatiche e in proposito, sempre durante degli esorcismi, costretto dal Signore ha detto: "Quei matti? Quelli che stanno sempre con le mani alzate a lodarLo?"

Egli infatti è abituato a schiavizzare la gente con il peccato in primo luogo, ma anche con un malefecio che si chiama "giogo".

La gente libera in Cristo lo fa imbestialire egli ha detto, sempre nel corso di esorcismi che nel suo regno ci sono "sudditi". Egli vuole schiavizzare.

Il demonio alla domanda di un esorcista : "Che cosa puoi fare contro lo Spirito Santo?" ha risposto : " Ne ho paura, il Suo Spirito mi soffoca".

L'ex Lucifero si è anche lamentato del passo biblico Ezechiele, capitolo 28, versetto 12 dove si parla della caduta del re di Tiro.
Perché il riferimento è a lui.

Per quanto riguarda la presenza del diavolo o di "fatture" anche in persone che partecipano alla Celebrazione Euraristica e si comunicano ha detto : "Io ci sono sempre stato con il vostro capo, quel Gesù! E ci sto pure adesso, anche se mi da fastidio".


Don Gabriele Amorth
-
I media e la magia (eco di Maria nr.162)


I mezzi di comunicazione di massa, i cosiddetti "media", sono nati per essere al servizio dell'informazione, della cultura, dello svago...

Purtroppo però sempre più frequentemente
si fanno canali attraverso il quali scorrono messaggi pericolosi e inquinanti per l'anima, la psiche e la coscienza di chi, più o meno consapevolmente, ne è destinatario.

Don Gabriele Amorth descrive le cause e gli effetti di questo fenomeno per orientare un giusto discernimento nella fede.
In Italia ci sono dodici milioni di persone che frequentano i maghi.

Ha fatto scalpore ultimamente l'arresto di Wanna Marchi, che (attraverso la sua emittente televisiva privata n.d.r.), estorceva anche centinaia di milioni per vendere imbrogli.

Si sa che la pagina più letta dei giornali è l'oroscopo e che tanti, troppi, si dedicano a tentare la fortuna col totocalcio, col lotto, con altri quiz, fino al punto di non lavorare più in attesa del colpo fortunato.
Che cosa ci sta alla base di tutto questo movimento, che coinvolge centinaia di miliardi?

Se in certe forme il suggerimento è dato dal desiderio di un facile guadagno, in altre forme si vuole altro: si vuole conoscere il futuro, si vuole influire sulla volontà e sulla sorte degli altri; spesso si prende la via dell'occulto, per parlare con i defunti, per curiosità, per superstizione.

E i mass media hanno sempre più divulgato tutte queste forme di ricerca, dipendenti da superstizioni che diventano manie.

Ma se vogliamo andare in profondità, specie guardando a tutte le forme di magia e di occultismo, la vera causa è la mancanza di fede: l'uomo non ricorre più a Dio e alle forme che lo avvicinano a Dio (preghiera, sacramenti, sacerdoti), ma volge lo sguardo al mondo dell'esoterismo.

Eppure la Bibbia parla chiaro: oltre trenta volte se la prende con magi e fattucchieri.

Uno dei testi più ricchi è quello che troviamo ne Deuteronomio.

"Quando arriverai alla terra che Dio ti dona (ossia in terra pagana, tra gente di mentalità pagana), non imparerai a commettere gli abomini di quelle nazioni. Non si troverà presso di te chi faccia passare il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco; chi pratichi la divinazione, il sortilegio, l'augurio, la magia; chi pratichi incantesimi, chi consulti gli spettri o l'indovino; chi interroghi i morti. Perché chi compie queste cose è in abominio a Jahvé" (18, 9-12).

Troppi italiani credono di cavarsela in bellezza, da gente aggiornata e moderna, affermando: "Credo in Dio ma non sono praticante".
Ossia calpestano i comandamenti di Dio.

Il Vangelo è chiaro: "Non chi dice: Signore, Signore entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7,21).

E i media, che potrebbero avere un'influenza decisamente positiva nel mettere in luce i veri valori e quindi nell'educazione del costume, sono schierati nella maggior parte verso l'azione negativa, a danno dell'uomo.

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Maghi in TV

tratto da "Il Timone" n.24 articolo di Carlo Climati

Si moltiplicano, sempre di più, le trasmissioni televisive con protagonisti maghi, cartomanti, astrologi, spiritisti e venditori di amuleti.
E' un fenomeno che muove un giro d'affari di miliardi e riguarda soprattutto le TV private locali, in ogni parte d'Italia.

Magia e superstizione trovano terreno fertile nei momenti di sofferenza e di difficoltà delle persone.

A tutti può capitare d'attraversare un periodo difficile: quando si perde una persona cara; quando si è traditi da un amico; quando si interrompe una relazione sentimentale o la famiglia è in crisi; quando si perde un lavoro, si deve affrontare una malattia o si deve lasciare la propria città per trasferirsi in un altro posto e cominciare una vita nuova.

I momenti di incertezza diventano più forti quando c'è la solitudine, l'incomunicabilità, la mancanza di dialogo con gli altri.

Se si è soli, è molto più facile essere ingannati, “comprati”, schiavizzati, strumentalizzati dai ciarlatani di turno.

I maghi si presentano in televisione
con abiti variopinti e scenografie suggestive, che contribuiscono a creare un'atrmosfera di mistero.
Da casa, le persone in crisi si lasciano tentare dall'idea di telefonare per farsi leggere i Tarocchi o per comprare un amuleto portafortuna.
Ogni chiamata ha un costo, secondo i minuti di conversazione.
Più si parla, e più si paga.

Come difendersi da certi rischi?

Usando la testa e imparando a non “bere” passivamente tutto ciò che ci viene proposto dal piccolo schermo.

Prima di tutto, bisogna smascherare i linguaggi e i comportamenti ingannevoli dei maghi.
Il loro principale trucco sta nel presentarsi con un atteggiamento di dolcezza e di comprensione.
Si rivolgono ai telespettatori con frasi accattivanti tipo
: “Ciao cara”, “Ciao tesoro”, “Ciao bella”.
Sembrano degli amici affettuosi, ma puntano soltanto ad arricchirsi sulla pelle delle persone.

Riflettiamo sulle parole fumose che utilizzano.
Dicono di saper togliere la “negatività” e di donare la “positività”.
E poi, fanno un grande uso di un termine che non significa nulla: “energia”.
Nessun è in grado di spiegare che cosa sia.

Eppure, certi maghi affermano di vendere amuleti carichi di “energia positiva”, in grado di portare fortuna e cambiare la vita delle persone da un giorno all'altro.

In realtà, l'obiettivo è quello di creare rapporti di schiavitù e di dipendenza
.

Non a caso, alcuni hanno inventato “l'amuleto ricaricabile”.
Ogni mese bisogna “ricaricarlo di energia”.
E quindi, tornare dal mago e versare altri soldi.
Altrimenti, l'effetto prodigioso dell'amuleto si interrompe (secondo quanto raccontano certi ciarlatani).
 
Un tipico trucco dei maghi è quello di dare risposte molto vaghe agli interrogativi della gente. Danno l'impressione di sapere tutto, ma in realtà non sanno nulla.

Sono solo degli abili “parlatori”, bravissimi nel gettare fumo negli occhi. Hanno un repertorio di frasi fatte che vanno bene per tutti i gusti e per tutte le occasioni.

Un altro trucco è quello di allontanare nel tempo le soluzioni dei problemi.
Se una ragazza chiama per sapere quando incontrerà l'amore della sua vita, il mago risponderà: “Tra sei mesi”, “Tra nove mesi”, “Tra un anno”.
Non dirà mai che accadrà domani o tra una settimana.
In questo modo, non rischia di fare una brutta figura. Tra sei mesi o un anno, nessuno ricorderà più quella risposta.

Ci sono, poi, rischi più seri.
E' sufficiente una telefonata in una TV privata per cadere nella trappola di un incontro personale con i maghi.

I loro programmi, infatti, presentano sempre due numeri in sovraimpressione sullo schermo: quello per chiamare in diretta, e quello dello “studio”, per prendere un appuntamento in privato.

Il trucco utilizzato per catturare clienti è semplice. Una persona chiama il cartomante e gli chiede di conoscere il futuro. Il mago mischia le carte, comincia ad osservarle e inizia il suo discorso fumoso.
Poi, all'improvviso, assume un'espressione seria e dice: “Vedo una cosa che non posso dire in televisione. Mi venga a trovare nel mio studio”.
Oppure, più semplicemente: “In TV non ho molto tempo. Se vuole approfondire il discorso, prenda un appuntamento privato”.

I rischi che si corrono entrando in contatto con certi ambienti sono tantissimi.

I giornali, negli ultimi anni, hanno riportato spesso notizie di persone che sono diventate schiave dei maghi, costrette a pagare migliaia di euro per sperare di trovare un po' di fortuna.

I programmi televisivi dei maghi sono profondamente diseducativi, sprattutto per i giovani.

Le persone che credono nella magia rinunciano ad impegnarsi per raggiungere un obiettivo, delegando tutto alle presunte “energie positive” di qualche amuleto, venduto a caro prezzo.

Maghi e cartomanti contribuiscono a creare una mentalità del “non fare”, del “non agire”, in attesa che qualche “potere esterno” risolva i propri problemi quotidiani.
 
Il Cristianesimo, da sempre, si è opposto con forza alla magia e alla superstizione.

Gesù è l'anti-esoterico per eccellenza.

E' l'uomo che combatte i rituali vuoti, i mercanti del sacro e gli sprechi di parole dei pagani.
E' un Dio che semplifica tutto e che dichiara d'essere presente ovunque ci siano persone riunite nel suo nome.

E' nella semplicità del messaggio evangelico che bisogna trovare le risposte agli interrogativi della vita
.

Non nei maghi o nei cartomanti
. Questi signori si presentano con il volto sorridente e amichevole di chi finge di alleviare il dolore delle persone.

Ma non sono altro che lupi travestiti da agnelli.

 

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1/29/2009 10:30 PM
 
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Quali soluzioni?

tratto dalla versione elettronica del volume pubblicato in Quaderni di «Una voce grida...!», n. 4, 2001 di Andrea Menegotto

Fides et ratio


Dunque, l’epoca del trionfo della magia nella storia dell’Occidente non è il Medioevo e neppure il Rinascimento, ma la nostra era informatica e post-moderna.

Quello in cui viviamo è il periodo critico che fa seguito ai secoli della propaganda atea, positivista e materialista che, in nome della «Dea Ragione», del partito e della classe sociale, della razza o del proprio ego, ha condotto all’allontanamento dal Dio cristiano e dalla Verità dottrinale custodita dalla Chiesa cattolica .

Oggi domina il relativismo nel senso più assoluto, l’uomo post-moderno vive in quello che dal punto di vista culturale Aleksàndr Isaevic’ Solz’enicyn ha efficacemente definito con un’espressione ripresa dal Santo Padre Giovanni Paolo II come «un mondo in frantumi» .

In questo mondo, l’opzione religiosa più diffusa è, per usare la formula della sociologa inglese Grace Davie, il «believing without belonging» , cioè il «credere senza appartenere», ovvero – come molti affermano –: «credo, a modo mio».


Risulta evidente come ciò lasci largo spazio alla diffusione di credenze e pratiche religiose – o presunte tali – quantomeno bizzarre.


Il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Fides et ratio, al n. 91, rileva come:

«La nostra epoca è stata qualificata da certi pensatori come l’epoca della “post-modernità”.
Questo termine, utilizzato non di rado in contesti fra loro molto distanti, designa l’emergere di un insieme di fattori nuovi, che quanto a estensione ed efficacia si sono rivelati capaci di determinare cambiamenti significativi e durevoli».

In particolare, nel quadro di tali «cambiamenti», si sono manifestate «reazioni che hanno portato a una radicale rimessa in questione» della «pretesa razionalista» tipica della modernità; così, «sono nate correnti irrazionaliste» .
 
L’Enciclica, dopo avere sottolineato la necessità che l’uomo utilizzi sia la fede che la ragione per rispondere alle domande cruciali sulla sua origine e sul suo destino, descrive una lunga stagione (iniziata con la crisi del Medioevo), in cui la ragione ha dapprima cercato di inglobare la fede, quindi ha preteso di farne a meno, infine l’ha combattuta in modo esplicito.


Scrive Massimo Introvigne:

«Nell’epoca post-moderna si ripresenta – peraltro non per la prima volta – la possibilità di un rovesciamento di questo scenario.

L’epoca della crisi della ragione è il tempo in cui si ripresenta una fede – non necessariamente la fede cristiana – separata dalla ragione.

Come Giovanni Paolo II ha sottoli-neato in tutto il suo magistero, una fede privata della mediazione razionale è una fede incapace di diventare cultura e quindi di animare la società
» .

Nel migliore dei casi, una fede separata dalla ragione si riduce – secondo la Fides et ratio – a «sentimento ed esperienza»; nel peggiore, «cade nel grave pericolo di essere ridotta a mito o superstizione» .
 
Annota ancora in maniera puntualissima Introvigne:

«[…] si nota il crescente interesse per forme di rapporto con il sacro dove il percorso prevale sul discorso, il mythos sul logos, fino a quel rischio di costruire fedi senza ragioneo peggio di cadere nella superstizione – denunciato dalla Fides et ratio.

Diversi sociologi invitano del resto, quando si tratta del sacro postmoderno, a partire da un dato di carattere negativo: dalla fine degli anni 1980, il consenso di massa nei confronti della scienza – particolarmente della medicina, la scienza “pratica” con cui le persone comuni vengono più normalmente a contatto –
non è più unanime.

A partire dagli ultimi anni del decennio 1980, in diversi paesi, il consenso popolare nei confronti della scienza e della medicina scende a quelli che sono probabilmente i livelli più bassi del secolo .

Per converso, qualunque forma di cura medica che si presenti come “alternativa” rispetto alla medicina “ufficiale”, o da questa disapprovata, incontra immediatamente un vasto consenso popolare.

Sembra che il termometro scientifico scenda e che salga il termometro del sacro: qualche volta però piuttosto in direzione dell’irrazionalismo, della ricerca acritica del miracoloso, o in altri contesti della magia
» .


Vale la pena di notare come il processo di progressiva rivendicazione dell’autonomia del singolo e della società dalla Chiesa cattolica, che vede il suo apice nell’Illuminismo settecentesco con l’esaltazione della «Ragione», su quello che gli illuministi definivano «l’oscurantismo della fede», abbia condotto – come esito ultimo e paradossale – al trionfo dell’irrazionale e del superstizioso.
 
Dunque, aveva ragione il filosofo italiano Augusto del Noce (1910-1989) quando acutamente osservava che la secolarizzazione non si accompagna solo all’«espansione dell’ateismo», ma anche all’emergere di «nuove forme di mitologismo» .

E aveva altrettanta ragione lo scrittore cattolico Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il quale scrisse che quando non si crede più in Dio non è che non si creda più a nulla: si crede a tutto.



La «sfida» della magia


I molteplici fenomeni che caratterizzano il «ritorno del sacro» nella nostra epocanuovi movimenti religiosi, nuove credenze, folk magic, superstizioni e nuovi movimenti magicihanno fatto sì che la Chiesa cattolica si sia più volte interrogata sulle cause dei medesimi e sulle modalità operative da mettere in atto per soddisfare alcune urgenze pastorali.

I Documenti magisteriali che affrontano il tema tendono in particolare, anche se non in maniera esclusiva, a sottolineare le cause interne alla Chiesa e quindi quelle «mancanze» che hanno favorito il sorgere ed il proliferare di proposte religiose alternative e, accanto ad esse, hanno accentuato le difficoltà della Chiesa nel mondo contemporaneo, consentendo una fuga dei cattolici non solo verso le nuove religioni, ma anche verso l’indifferenza religiosa .
 

Seppure tali cause possono assumere connotazioni particolari a seconda della specifica realtà sociale ed ecclesiale di ciascun paese, sono comunque individuabili in linea generale alcuni temi fondametali: bisogni spirituali non avvertiti o risolti dalla Chiesa; scarsa conoscenza della Bibbia e della Dottrina della Chiesa da parte di molti cattolici – ciò è il frutto di una poco efficace opera catechetica –;
in determinati contesti vi è poi distacco e freddezza della istituzione ecclesiale rispetto ai fedeli; carenza di clero; non adeguata valorizzazione della religiosità popolare; freddezza della liturgia, del clima parrocchiale in genere; mancanza di direzione spirituale per molti cattolici; scarsa attenzione all’aspetto esperienziale» della vita spirituale a favore della sola dimensione «intellettuale».


Di fronte a tutti i fenomeni caratterizzanti il panorama complesso della nuova religiosità, il cattolico – seguendo le indicazioni del Magistero – deve sviluppare la coscienza di trovarsi di fronte ad una «sfida».

Tale termine rappresenta davvero il vocabolo chiave che permette di comprendere la reale portata della questione che la nuova religiosità pone alla Chiesa.

In tal senso, infatti, si esprimono i vari Documenti Magisteriali e anche il Santo Padre Giovanni Paolo II, in alcuni discorsi, ha utilizzato proprio questo vocabolo .


La «sfida» della magia, in particolare, è al centro dell’attenzione della più volte citata Nota pastorale della Conferenza Episcopale Toscana, in cui si legge:

«La ricerca del “magico”, nelle sue diverse forme, deriva da un bisogno di significati e di risposte che la società odierna non è in grado di dare, specie nel quadro di una crescente situazione di insicurezza e di fragilità.

Il ricorso alla magia e alle singole pratiche di divinazione diventa conseguentemente una compensazione al vuoto esistenziale che caratterizza la precarietà del nostro tempo.

È entro questo vuoto – riguardante gli stessi cristiani che non hanno maturato una fede adulta – che si pone l’urgenza di un annuncio autentico ed entusiasmante del Vangelo e della grazia di Cristo.
Solo una capillare ed estesa riscoperta del genuino senso della religione e della fede in Dio, Padre, Figlio e Spirito, permette di rispondere nel modo più adeguato al dilagare della magia, nelle sue molteplici forme antiche o recenti, e di far luce sulle questioni relative al discernimento dell’azione di Satana nel mondo.

Occorre tornare a proclamare con rinnovato vigore, come agli albori della Chiesa, che solo Gesù, il Risorto vivente in eterno, è il Salvatore, e che “in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12)» .

La via della riscoperta della fede non potrà prescindere dalla valorizzazione della religiosità popolare, che spesso viene stravolta e male interpretata dalle pratiche superstiziose o dalla folk magic:
 
«Dovremo meditare con attenzione – scrive Monsignor Casale – anche sui valori della religiosità popolare, che deve essere certamente guidata ed “evangelizzata”, ma il cui disprezzo ingiustificato […] favorisce l’esodo dei fedeli verso le sette e i nuovi movimenti religiosi»
.
 

Dunque, la Chiesa cattolica individua un’unica possibile risposta alla «sfida» della magia e questa risposta è ciò che essa propone come soluzione ai molteplici interrogativi degli uomini del nostro tempo: la Nuova Evangelizzazione, eloquentemente descritta nella sua essenza da Giovanni Paolo II al n. 38 dell’Enciclica Redemptoris missio:

«Questo cosiddetto fenomeno del “ritorno religioso” non è privo di ambiguità, ma contiene un invito. La Chiesa ha un immenso patrimonio spirituale da offrire all’umanità, in Cristo che si proclama “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6).
E’ il cammino cristiano all’incontro con Dio, alla preghiera, alla ascesi, alla scoperta del senso della vita.
Anche questo è un areopago da evangelizzare» .
 

Di fronte alla magia che - 
come abbiamo più volte avuto modo di affermare, non è altro che l’antica tentazione di sentirsi padroni del tempo e della storia e, in ultima analisi, di sostituirsi al Creatore

- la Chiesa cattolica non potrà né dovrà fare altro che proclamare l’assoluta signoria di Gesù Cristo, centro del cosmo e della storia di tutta l’umanità.



 

- Sul punto cfr. il mio «Il “ritorno del sacro”. Tra secolarizzazione e post-modernità un’occasione nella confusione», in A. MENEGOTTO (a cura di), New Age «fine» o rinnovamento?, cit., pp. 15-39.
 
- Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et paenitentia circa la riconciliazione e la penitenza nella missione della Chiesa oggi (2 dicembre 1984), n. 18, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. VII, pp. 1431-1499 (il testo ufficiale latino è alle pp. 1352-1430).

- Cfr. ALEKSÀNDR ISAEVIC’ SOLZ’ENICYN, Un mondo in frantumi. Discorso ad Harvard, tr. it. La Casa di Matriona, Milano 1978.

- GRACE DAVIE, Religion in Britain since 1945. Believing without Belonging, Blackwell, Oxford 1994.
 
- GIOVANNI PAOLO II, Fides et ratio. Lettera Enciclica circa i rapporti tra fede e ragione del 14 settembre 1998, n. 91.

- M. INTROVIGNE, «L’esplosione delle nuove religioni», in Il cristianesimo e le religioni, numero speciale di Semina-rium, cit.

- GIOVANNI PAOLO II, Fides et ratio, cit., n. 48.

- Cfr. DANIEL BOY - GUY MICHELAT, «Premiers résultats de l’enquête sur les croyances aux parasciences», in La pensée scientifique et les parasciences, Albin Michel - Cité des sciences et de l’industrie, Parigi 1993.
 
- M. INTROVIGNE, «L’esplosione delle nuove religioni», in Il cristianesimo e le religioni, numero speciale di Semina-rium, cit. Osservazioni simili sono quelli di

MARCO CANTAMESSA, «Il relativismo e la comunicazione della verità», in A. MENEGOTTO (a cura di), New Age «fine» o rinnovamento?, cit., pp. 85-102.

- AUGUSTO DEL NOCE, Il problema dell’ateismo, Il Mulino, Bologna 1970 (3a ed.), p. 552.


I Documenti del Magistero cattolico che si occupano di individuare le cause del successo dei nuovi movimenti reli-giosi sono in particolare: il rapporto provvisorio redatto da quattro Dicasteri Vaticani, SEGRETARIATO PER L’UNIONE DEI CRISTIANI - SEGRETARIATO PER I NON CRISTIANI - SEGRETARIATO PER I NON CREDENTI - PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA CULTURA, Il fenomeno delle sette o nuovi movimenti religiosi: sfida pastorale, del 3 maggio 1986, Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 1986;
 
CARDINALE GODFRIED DANNEELS,
Cristo o l’acquario. L’anticristo è già fra noi?

Lettera pastorale del Natale 1990, tr. it.. in «Il Regno - Documenti», anno XXXVI n. 864, 1 luglio 1991, pp. 415-424 e Centro Grafico Stampa, Bergamo 1992 (le parole «L’anticristo è già fra noi?», che compaiono nell’edizione del Centro Grafico Stampa, non figurano nel titolo della Lettera Pastorale e sono state aggiunte dal traduttore italiano);
CARD. F. ARINZE, Doc. cit.; MONS. G. CASALE, Doc. cit.; SEGRETARIATO PER L’ECUMENISMO E IL DIALOGO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette. Nota Pasto-rale del 30 marzo 1993, Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 1993.

Anche alcuni Documenti e discorsi del Santo Padre Giovanni Paolo II e di vari vescovi di tutto il mondo si occupano dell’analisi delle cause, per una antologia di testi con una breve introduzione:
cfr. RAMON MACIAS ALATORRE - TERESA OSORIO GONÇALVES - REMI HOECKMAN - MICHAEL PAUL GALLAGHER (a cura di), Sette e Muovi Movimenti Religiosi. Testi della Chiesa Cattolica (1986-1994), Città Nuova Editrice, Roma 1995.

Questi medesimi Documenti – che mettono in luce i motivi del successo delle forme di religiosità alternativa –
si soffermano sulle soluzioni che la Chiesa deve adottare per porre rimedio almeno alle cause interne o comunque in qualche modo dipendenti da lei.


-Sul tema dell’indifferenza religiosa:
cfr. GIANPAOLO BARRA, Perché credere. Spunti di apologetica, Edizioni Centro Grafico Stampa, Seriate (Bergamo) 1997, p. 20.

- Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la Giornata del Migrante del 15 agosto 1990.

- CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA, Doc. cit.

- MONS. G. CASALE, Doc. cit., p. 101.

- GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris missio. Lettera Enciclica circa la permanente validità del mandato missionario del 7 dicembre 1990, n. 38.


Documentazione tratta da:
http://christusveritas.altervista.org/controlamagia.htm


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